Arrivano le estensioni per il browser di Google

Chromium Blog: Extensions at Google I/O

As some of you know, it’s already possible to write extensions using the latest developer build of Google Chrome. You can find out more about the system, and learn how to write your first extension, by reading our HOWTO document. We’ve really focused on making extensions as easy as possible to write, so you’ll be up and running in no time.

Doveva succedere: Chrome, il browser di Google, è snello, veloce, usabile. Il fatto che trattiene me (e credo moltissimi altri appassionati a Firefox) dall’adottarlo come browser principale (almeno quando sono su Windows) è la mancanza di un sistema di estensioni: quelle piccole aggiunte (piccole ma importanti) che permettono sostanzialmente di “costruirsi” un browser su misura, a seconda dei servizi e dei siti che si visitano più di frequente. Ecco che dunque i tecnici di Google, che chiaramente non amano star con le mani in mano, si stanno attrezzando. Signori, in arrivo il sistema di estensioni per Chrome!

Certo, taluni diranno che ormai Firefox ha un numero di estensioni anche di qualità, difficilmente raggiungibile. Tuttavia l’attenzione agli sviluppatori, l’adozione di standard “facili” per costruire le estensioni (significativo è il “Writing extensions is just like writing web pages”, cito da una slide della presentazione delle estensioni)… tutte cose che fanno ritenere che Chrome potrà diventare ben più “temibile” di quanto è ora, per il browser di casa Mozilla.

Per i più … avventurosi (!), infine, ecco anche le slides della presentazione del sistema di estensioni. Enjoy!

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Data di lancio spostata per Gaia

Il satellite Gaia (Global Astrometric Interferometer for Astrophysics), una missione astrometrica di grande importanza (ne parlammo tra i primissimi articoli di GruppoLocale), sviluppata dall’ESA (Agenzia Spaziale Europea), dovrà aspettare qualche mese in più, rispetto alla data del lancio originariamente programmata per la fine del 2011.

Una immagine di fantasia del satellita Gaia in funzione
Crediti immagine: ESA/Medialab

 Il team infatti ha appena reso noto ai ricercatori coinvolti nel progetto che, dopo aver investigato diversi scenari compatibili con la massa del satellite, le richieste di sicurezza e la potenza disponibile, la data di lancio dovrà essere spostata in avanti, verosimilmente nella primavera del 2012.

Aspetteremo un pò di più, ma visti gli obiettivi di Gaia, probabilmente ne varrà la pena…

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In viaggio verso la collinetta Von Braun…

Dal sito della NASA ci arriva questa immagine davvero bella (notate come è ben definita) acquisita dalla camera di navigazione a bordo del Rover Spirit, a mostrare la collinetta verso sud-est rispetto alla locazione attuale di Spirit, che ha raggiunto dopo 1817 giorni marziani dal suo arrivo sul pianeta rosso (8 aprile 2009).

La collinetta all’orizzonte (nella parte superiore sinistra della foto) è chiamata in maniera informale Von Braun ed è una delle locazioni che il team che controlla il rover Spirit ha individuato come possibile sito per investigazioni accurate, nei prossimi mesi.

Dalla posizione in cui si trova Spirit quando l’immagine è stata acquisita, Von Braun dista circa 160 metri. Dopotutto, è sempre un bel tratto da percorrere, per le velocità del rover: ma anche qui, meglio lenti ma sani…  😉

NASA Image of the Day Gallery

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Arriva Gloria, ovverosia Linux Mint versione sette

Dopo Felicia, proseguendo a salire con le lettere dell’alfabeto, ecco la volta di Gloria, la nuova scintillante settima versione di Linux Mint. Tale sistema è a parere di chi scrive uno dei più interessanti derivati da Ubuntu.

Si distingue per una notevole cura nell’eleganza ed usabilità del desktop, per la possibilità di usare out of the box il multimedia (i codec sono già istallati, tranne che nella Universal Edition) e non da ultimo per una serie di aggiunte “di valore”, pacchetti e utility studiate appositamente per Mint: parliamo di tools come MintInstall ad esempio (come pure il rinnovato MintUpload, integrato “sapidamente” nel file manager di Gnome, che consente di caricare rapidamente un qualsiasi file in una locazione remota) che valgono senz’altro la pena di essere conosciuti ed apprezzati.

Come si legge dal blog questa versione giunge con numerosi bug fixes e un bel pò di miglioramenti. In particolare, il sistema del menù, il manger delle applicazioni e degli upload (come si diceva), ora includono nuove opzioni come “Suggestion”, “Featured application”, “SCP and SFTP support”.

Mint dovrebbe ora essere anche più “robusto” e meno vulnerabile negli upgrade dei pacchetti di Ubuntu, ed inoltre dispone adesso di meta-pacchetti e pacchetti “virtuali” che dovrebbero semplificare decisamente la vita di chi voglia istallare più ambienti desktop, senza peraltro impazzire nelle dipendenze o nella selezione dei singoli pacchetti.

Per un “giro turistico” nel nuovo ambiente, vi raccomando di dare uno sguardo al “What’s new” dal blog di Linux Mint. Un’ultima nota: per chi preferisce aggiornare da Felicia (come il sottoscritto) è stata indicato che a breve sarà a disposizione un apposito tool. Speriamo presto! 🙂

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Il veterano di Microsoft Keith Curtis su MS e l’Open Source

Il veterano di Microsoft Keith Curtis ancora contro MS |oneOpenSource

“Linux cambia il modo con cui le persone si pongono davanti al computer. Microsoft non ha una risposta per questo. (Keith Curtis)”

Intervista molto interessante e piena di spunti: senza bisogno di riaprire inutili “guerre” tra fan di sistemi operativi, è comunque un’opinione autorevole (visto l’autore) e ben argomentata: consiglio davvero di leggere l’interera intervista (anche se in inglese)

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Oh Vienna…

Tu che ora forse dormi, sotto un cielo diverso, guadagnato attraverso stazioni aereoporti fermate coincidenze e combinazioni di orari. Sei arrivata a Vienna oggi. Il telefono restituiva poco fa una voce dolce ma straniera, che non ci mette in comunicazione appoggiandosi forse a misteriose ma alquanto fredde incongruenze tecniche.

Non m’importa, il nostro linguaggio ci è ben noto e attraversa le distanze. Più che altro riposa un comune approdo, che ci permette di scherzare con gli schizzi della superficie, con le nostre angolature episodiche.

Tu lo sai, lo so io. Ora dormi. Su questo riposiamo. Ora dormi davvero; c’è una storia che continua. Non me la merito, ma c’è.

Oh Vienna. Stamattina andando al lavoro mi veniva in mente la vecchia canzone degli UltraVox.

A presto rivederti, mia sposa.

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I Rover alla scoperta della variabilità ambientale di Marte

Uno dei due rover della NASA, “di base” su Marte, ha registrato una notevole mole di cambiamenti ambientali che si sono succeduti lungo l’arco di milardi di anno in un cratere del pianeta. Ora l’analisi dei dati mostra diverse interessanti evidenze di variabilità ambientale.

E’ stata la sonda Opportunity, che nel corso del tempo ha pazientemente esplorato i bordi e la parte interna del cratere Victoria sul “pianeta rosso”, da settembre del 2006 fino ad agosto dello scorso anno. I risultati di tale lungo lavoro rinforzano ed espandono quello che i ricercatori hanno già imparato dall’esplorazione – sempre da parte di Opportunity – di due crateri più piccolini, effettuata subito dopo l’arrivo su Marte del rover, nel marzo del 2004.

Il cratere Victoria visto dal rover Opportunity
Crediti: NASA/JPL-Caltech

In particolare, il rover ha raccolto dati che evidenziano gli effetti del vento e dell’acqua. Tali dati mostrano come l’acqua sia ripetutamente arrivata e poi ritirata, miliardi di anni fa. I venti sembrano essere durati molto più a lungo, modellando una serie di dune, tra i periodi nei quali si registra la presenza di acqua. Tali attività ancora concorrono a definire la forma del cratere al giorno d’oggi.

NASA/JPL Press Release

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Bentornata a casa, Atlantis…

La navetta Shuttle Atlantis con a bordo lo staff della missione STS-125 mentre atterra in California (24 maggio, Edwards Air Force Base) dopo aver completato con successo la missione di servizio per il Telescopio Spaziale Hubble. Più di otto milioni di chilometri percorsi e cinque “camminate spaziali” per rimettere in piena forma (e anzi migliorare sensibilimente) il famoso telescopio orbitante. Tantissima scienza importante è stata fatta finora con i dati di Hubble, e tanta ci aspettiamo se ne possa fare ancora per i prossimi anni. Forza Hubble, aspettiamo i dati dai nuovi strumenti  ! 😉

Crediti: NASA/Carla Thomas

 

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