La missione Keplero della NASA ha riportato la scoperta di ben undici nuovi sistemi planetari, che ospitano complessivamente ventisei pianeti. La scoperta in pratica raddoppia il numero di pianeti osservati da Keplero e addirittura triplica il numero delle stelle delle quali si conosce la presenza di un pianeta che transita periodicamente davanti alla stella medesima. Si ritiene che tali “nuovi” sistemi aiuteranno considerevolmente gli astronomi a capire come si formano i pianeti.

Nel complesso, i pianeti orbitano piuttosto vicino alla loro stella “madre”, e spaziano in grandezza da circa una volta e mezzo il raggio terrestre, e dimensioni anche maggiori di Giove, il pianeta gassoso gigante del nostro Sistema Solare. Quindici pianeti risultano poi avere dimensioni comprese tra la Terra e Nettuno. I pianeti compiono una orbita completa intorno alla loro stella impiegandoci da sei a centoquarantatrè giorni (abbastanza veloci, tutto sommato, il che si comprende bene per il fatto che siano su orbite strette). Tutti quanto risultano più vicini alla loro stella di quando Venere è vicina al Sole.

Alla NASA commentano la scoperta evidenziando il fatto che la Galassia sia piena  di pianeti di tutte le forme e le orbite (“positively loaded with planets…”).

Sembra un'immagine di una stampa degli anni sessanta o settanta, invece è una rappresentazinoe artistica dei diversi sistemi planetari scoperti da Keplero... (Crediti: NASA Ames/UC Santa Cruz)

Keplero é riuscito ad identificare i candidati misurando ripetutamente la variazione in magnitudine di più di 150.000 stelle, al fine di “beccare” un pianeta che passa davanti alla sua stella (oscurando parte della luce proveniente da esso).

La sonda è stata lanciata il 7 marzo del 2009, ha una durata prevista di cinque anni, duranti i quali osserverà oltre centomila stelle. E’ considerato il primo strumento capace di rilevare pianeti delle dimensioni della Terra – o anche meno – al di fuori dei confini del nostro Sistema Solare.

E sta facendo davvero un ottimo lavoro, possiamo ben dirlo.

NASA/JPL Press Release

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