“Tu cinguetti, Giada?”
“Prego?” chiese Giada alquanto incerta. Forse doveva lasciar cadere. A volte Stefano o qualcun altro furbone amico suo, metteva dei doppi sensi nelle frasi e lei spesso non li capiva. Il che peggiorava la situazione perché loro si divertivano di più ancora. Lei si offendeva e si imbarazzava, loro ridevano.
Forse era una di quelle volte?
“Dicevo, tu cinguetti? Se sì, quante volte, in un giorno?” 
Giada lo squadrò con uno sguardo che voleva incenerirlo o congelarlo (a sua scelta).
“Stefano, se è un doppio senso guarda te lo dico subito, lascia perdere” fece lei contrariata. Non capiva ma temeva fosse comunque una domanda sconveniente.
“Nooo Giada, non è un doppio senso, stavolta”, specificò Gabriele con la sua aria cortese. Stefano come previsto se la rideva sotto i baffi.
Gabriele era sempre molto gentile, un po’ timido magari, soprattutto con le ragazze. Se stava con Stefano o con qualche amico era meno controllato, scherzava di più.  A Giada piaceva la sua gentilezza. Una volta l’aveva incontrato da solo, davanti all’aula di analisi matematica. Era andata a cercare Stefano per un problema di computer (un altro virus su Windows che le apriva continuamente finestre di siti porno, alquanto imbarazzante per un computer di famiglia), e avendolo riconosciuto, lo aveva fermato per chiedere informazioni. Quella volta, affrontato da solo, le era sembrato straordinariamente timido ed impacciato. Come se non avesse una protezione, colto senza armatura, senza la vicinanza di amici, persone conosciute.
Stefano si alzò a prendere la caraffa di limonata che gli aveva lasciato la mamma, prima di uscire. 
“Qualcuno ne vuole ancora?” strillò dalla cucina
“Io sì” risposero insieme Gabriele e Giada. Lei rise per questa improvviso inatteso accordo, lui appena piegò le labbra, ancora un po’ sulla difensiva.
Giada non si rendeva sempre conto del potere che può esercitare una donna, con la sua sola presenza.
“Arrivo con i bicchieri. Ah, solo un attimo, devo chiamare Luisa!” 
Giada ne approfittò per portarsi più decisamente in attacco. Stefano l’avrebbe presa troppo in giro, doveva capire questa cosa senza rendersi ancora ridicola ai suoi occhi.
“Sei sicuro che non era una cosa zozza quella che diceva Stefano?” domandò subito a Gabriele.
“Ma no, certo che no!” risposte lui, stavolta in un sorriso pieno, come gratificato nel rassicurarla.
“Insomma ma che voleva dire, allora?”
“Davvero non lo sai?” negli occhi di Gabriele traspariva uno stupore autentico. Proprio adesso si deve mettere a fare il prezioso, pensò Giada. Dài che ho poco tempo prima che torna Stefano. Speriamo che Luisa lo tenga al telefono per un po’. Quella è tanto simpatica ma se inizia a parlare, d’altra parte…

Allora me lo dici? Vedi che è una cosa a doppio senso e ti vergogni?” Giada tentava di portarlo allo scoperto nel minor tempo possibile.
“Ma dài”, fece Gabriele divertito. Giada quasi si irritò di tutta questa sicurezza che sembrava essergli piombata addosso di colpo. Proprio quando sperava di andar giù come il burro quello si metteva a rilanciare, rispondere con domande alle sue domande. Irritantemente sibillino. 
Dalla cucina veniva un parlare sommesso. Si innervosiva un pochino quando Stefano si isolava a parlare con la sua fidanzata. Poi si innervosiva doppiamente perché pensava che non avrebbe dovuto provare niente del genere. Decise che intanto Gabriele si meritava un’occhiataccia.

Twitter
Un ottimo… social pillow
“Va bene, ti spiego subito” si affrettò Gabriele. Aveva funzionato, almeno questo.
“Avanti”, disse Giada.
“Beh c’è questo sito, vedi, si chiama Twitter….”
“Quello che ne parlavano… ne parlava anche Fiorello nella sua trasmissione, giusto?”
“Ecco, sì. Esatto. Infatti dicono che Fiorello abbia sdoganato Twitter”
“Embé?”
“Embé che?”
“GABRIELE!!” fece Giada esasperata.
“Calma, calma. Ecco, ti spiego. Allora, tu vai alla pagina di Twitter, ti registri, e poi puoi cominciare a inviare messaggi”
“A chi?” chiese Giada, alla quale la cosa non sembrava poi così rivoluzionaria.
“A tutti” 
“Come, a tutti?” 
“Beh tutti possono leggere, ma non tutti trovano i tuoi messaggi nella loro timeline, solo i tuoi follower
Giada avrebbe giurato che sulla parola follower Gabriele si fosse fermato apposta, per vedere l’effetto che faceva su di lei.

Questo qui ha preso troppo da Stefano, forse dovrei menarlo. Pensò Giada.
“No Luisa, non è così semplice. Insomma ne avevamo già parlato, no? Perché ci torni ancora sopra?” la voce di Stefano era più acuta, sbucò soltanto questa frase dalla cucina. Ma allora stanno litigando di nuovo, pensò Giada. Le dispiaceva, negli ultimi tempi c’era qualcosa che non andava tra loro. Lei ne stava ai bordi. Da amica di entrambi, ne soffriva.
Per i successivi cinque minuti, Giada riuscì solo a sentire un bisbigliare indistinto. Poi Stefano rientrò con la caraffa in mano. Il sorriso artificiale stampato sulla faccia non avrebbe convinto nemmeno un barbagianni in letargo (sempre che ci vadano, in letargo, i barbagianni).
“Ecco la limonata”, disse asciutto, guardando un punto indistinto del salone.
“Ma che è successo?” fece Giada.
“Eh? No, no. Niente. Le donne, sai” replicò evasivo Stefano.
“Le donne le so, le so più di te” rispose Giada tentando di buttarla sullo scherzo.
Un pochino funzionò perché il viso di Stefano si rilassò in maniera minima ma percepibile, e si riavvicinò al suo umore normale.
“Che stavamo dicendo? Ah sì. Allora tu cinguetti?” disse mentre il suo sorriso sornione rifaceva finalmente capolino. Giada non lo poteva dire – nemmeno a se stessa – ma quando sorrideva così l’avrebbe anche sposato, d’impulso.
“Ma certo!” fece lei spavalda.
“Ah sì?  Ma non ti ho mai trovato in rete”, fece lui perplesso. “E da quando, scusa?” 
“Da quando, da quando..… ma che domande… saranno sì o no due minuti!” rise Giada, mentre tra lei e Gabriele si scambiavano uno sguardo complice.
Ora Giada aveva il suo account Twitter. Se Jennifer Lopez, Fabio Volo ce l’hanno, si disse, ci sarà pure un senso. 

Ora devo solo scoprire quale è, pensò. E si concesse un sorso di ottima limonata.
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