Blog di Marco Castellani

Dovrei comprare un iPhone SE?

Stavo leggendo una interessante recensione del nuovo iPhone SE sull’ultimo numero di MacWorld. Ora, da una parte mi pare molto positivo che vi sia un iPhone abbordabile ad un prezzo meno che stellare, certamente lo è.
Leggo anche, sempre sulla stessa sapida recensione (a proposito, sul numero di giugno, che è appena arrivato in Readly), grandi cose del suo processore A13 di Apple. Bene, ottimo. E che, essendo un “nuovo” iPhone, in ogni caso, beneficerà per alcuni anni di tutti gli aggiornamenti di iOS, laddove (e questo è vero) per Android sulla stessa fascia di prezzo si “sganciano” relativamente presto dalla versione più recente del sistema operativo, ricevendo al più i doverosi aggiornamenti di sicurezza.
Quanto spendo, per metterci le mani sopra?
Però ci sono ancora diverse cose che non riesco ad elaborare, che secondo me inficiano un po’ l’appetibilità di questo iPhone “economico” (le virgolette sono d’obbligo, essendo il prezzo di partenza fissato sul sito di Apple a 499 Euro, con la dizione probabilmente opinabile, a meno di quello che pensi).
Cose che, non dico puntino a veri e propri difetti, ma sono istanze che alla mia valutazione appaiono un pochino, diciamo così, problematiche. Peraltro è ampiamente questione di gusti, di percezione soggettiva, perché si trovano agevolmente opinioni un po’ diverse, sui vari siti.
Uno, il display. Questo brillante display retina da 4.7‘’ proprio. Ma scusate, non è un po’ piccolo? Intendo, per gli standard attuali. Io posseggo un Samsung Galaxy A8 (del 2018) e ha un display di 5.6‘’ e ancora a volte mi pare piccolino. Non so se vorrei tornare ad un 4.7‘’, anche se con un brillante processore dietro, e il marchio della mela a garanzia. Non so, magari invece c’è chi vuole.

L’altra è la risoluzione. Anche qui confronto con quello che ho, tanto per rimanere sul concreto. L’iPhone SE “vanta” una risoluzione di 1334 x 750 pixel, il mio (che non è in alcun modo un Android di fascia alta) se la cava egregiamente con 2220 x 1080 pixel. Abbastanza di più, per un telefono che costa abbastanza di meno (e non è più certo un “nuovo modello”). Certo con lo schermo piccolo la risoluzione minore si nota meno, siamo d’accordo. Ma qualche dubbio mi rimane.
Il mio dubbio è insomma quello di sempre. Quando posso essere disposto a pagare per entrare (o rientrare) nel modo Apple di vedere le cose? Pagare 500 Euro per un iPhone piccolino, con risoluzione (indubbiamente) limitata, ha senso solo come acquisizione di un terminale che “dialoga” con il resto del mondo Apple. Ovvero, se ho un iMac ad esempio, o un iPad, la scelta indubbiamente porta alcuni vantaggi di maggiore compatibilità. Vantaggi a cui ognuno può dare il suo peso.
Con meno di 200 Euro (meno della metà del prezzo) posso prendere un Galaxy A40, anche lui 64 GB di memoria (ma estendibile), display 5.9‘’, risoluzione 2340 x 1080. Che quando lo accendi, ti si aggiorna (provato) ad Android 10.
Ovviamente sono in ambiente Android, in questo caso. Vuol dire che alcune app non le trovo, anche se la maggior parte esiste nei due ambienti, oramai.
Naturalmente ci sarebbero da fare comparazioni ben più articolate di quella che ho abbozzato io, molto limitata. Ma del resto, qui si appuntano solo alcune considerazioni, opinabilissime per carità. Alcuni spunti, diciamo.
Ma questa domanda, guardando l’iPhone SE, mi rimane addosso, per il momento. Quando sono disposto a pagare il biglietto di ammissione al mondo iOS? E collegata a questa, ovviamente: questo prezzo di appartenenza è in qualche modo giustificato, da un punto di vista meno emotivo?
Lo scopriremo solo vivendolo, diceva il poeta (cantore). Qui io direi, lo scoprirò solo indagando in me stesso, scrutando i miei desideri, cercando di comprendere, con pazienza, quanto sono “indotti” dal mercato, quanto sono compensazioni di altri desideri di ben altra possibile compiutezza, quanto sono autentiche scelte ben ponderate.
Tutte cose che alla fine, hanno ben poco a che fare con un telefonino…
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  1. Ricordo che nei primi anni di vita di Android, regnava un disordine assoluto e non c'era verso di trovare una sorta di 'ecosistema' con una certa pur minima coerenza interna. Miriadi di applicazioni di qualità la più varia, senza alcuna traccia di ordine. Il mondo iOS, di converso, appariva logico e coerente. Poi a mia percezione, le cose sono un po' cambiate, da una parte e dall'altra. Per Android, l'ingresso più deciso di Google con una serie di servizi che 'mimavano' (con più coerenza logica interna?) le controparti Apple, ha finalmente dotato gli utenti di una serie di base di servizi importanti, logicamente (più?) coerente. Musica, Libri, Documenti, Notizie, Foto, Gmail etc. Dall'altra parte si sono viste delle cose un po' buffe, dove ci si aspettava ordine, c'erano stranezze per cui non capivi più nulla (almeno io), così per me ci volevano due lauree per capire quanta parte delle Foto era nel Rullino, quanta parte veniva mappata su tutti i dispositivi, quanta era solo sul web e poi che spazio potevi occupare… non parliamo di iTunes, dove c'erano rubriche fisse sulle riviste specializzate, per riuscire a districarsi nelle logiche a volte perverse di tale applicazione elefantiaca ("bella scelta" fare gestire anche le App del telefonino da lì dentro, no?)… tutto questo mentre Apple Music faceva una allegra confusione tra i dischi che possedevi ed avevi importato, e quelli di cui fruivi per la sottoscrizione a pagamento… ricordo grandissime frustrazioni al riguardo. Insomma all'inizio dovevi essere proprio un fanatico o un esploratore ardito, per scegliere Android. Adesso mi pare che le cose sono abbastanza diverse, se non quasi speculari…

  2. c'e' anche da valutare quale sia il valore di entrare nel mondo iOS. Ho la impressione che in questo periodo questo offra piu' limitazioni che opportunita'. La unica vera forza potrebbe essere la sua robustezza. Ma per il resto, incluso battery life, mi sembra che fuori dal mondo iOS ci sia piu' scelta, piu' evoluzione e, a volte, anche meno confusione.

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