La scienza procede per lampi, illuminazioni. Visioni, in un certo senso. La scienza è sempre più grande di noi ma possiamo entrarci, comunque: ci lascia entrare, per vederla secondo la nostra sensibilità, il nostro gusto. In effetti è soprattutto una questione di gusto, come quasi tutto.

Questo dialogo che ho registrato sulla “nuova fisica” – con Gabriele Broglia, giovane ed appassionato insegnante di arti marziali, con la preziosa e precisa assistenza tecnica di Emanuele Giampà – è stata la preziosa occasione per riassaporare questo gusto.

La scienza come compagna nella ricerca di un significato, un senso dell’esistenza. Su questo osiamo dialogare. Non una scienza asettica e lontana dalle emozioni e dal cuore umano. L’esatto contrario, invece. Nel piccolo gruppo di lavoro che abbiamo chiamato AltraScienza, proviamo a fare questo, proprio (qualche altra cosa si può anche trovare nella nostra playlist YouTube, se credete).

Quella che qui si propone, in poco più di quaranta minuti (meno di un tempo di una partita di calcio, dopotutto) è un viaggio tra alcune faccende poco intuitive del mondo, per come ce lo descrive la fisica moderna (ad iniziare dal concetto di tempo). Non rifiutando certe connessioni e suggestioni, che a percorrerle ci fanno diventare la fisica meno astrusa, più familiare, più vicina al nostro bisogno di umanità e di comprensione, di ricerca di un senso a quel che accade e soprattutto, ci accade.

Ci interessa (solo) una fisica che ha molto a che fare con l’arte, la letteratura, la spiritualità. Che è in dialogo con tutto questo, in irresistibile relazione con questo, e altro.

Insomma non diciamo niente di particolarmente rivoluzionario, ma proviamo a inquadrare un contesto, un framework, che può interessare chi cerca una connessione stabile nelle modalità umane di rappresentare il mondo. In fondo la fisica è un’espressione culturale, parla certo del mondo da conoscere, ma dice molto di più dell’uomo che conosce.

Per questo è interessante.

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