Blog di Marco Castellani

Volando per me

Questa immagine è stata acquisita dallo Space Shuttle Columbia con una camera digitale, durante la missione STS-107. Mostra il Sole che gioca con l’atmosfera terrestre, diffondendo un ampio e suggestivo bagliore.

Crediti: NASA

L’equipaggio del Columbia perì durante un tragico incidente nel rientro a Terra, il primo febbraio del giorno 2003. Questa foto è stata diffusa dalla NASA nel Giorno del Ricordo 2022, a diciannove anni da quella terribile tragedia.

Purtroppo non fu il solo grave incidente nel programma. Alcuni anni prima – correva il 1986 – ci fu il disastro dello Space Shuttle Challenger che fu distrutto dopo appena 73 secondi di volo. Anche in quel caso morirono tutte le persone dell’equipaggio. A questo evento è dedicata una bellissima canzone di John Denver, Flying for me, che compare nell’album One World dello stesso anno.

Questa tragedia impose (giustamente) uno stop al programma Shuttle, per un riesame accurato di tutte le procedure al fine di garantire una maggiore sicurezza per gli equipaggi. Il Telescopio Spaziale Hubble sarebbe dovuto partire proprio nel 1986 ma in seguito al disastro subì uno spostamento in avanti di diversi anni. Si dovette tenere il telescopio conservato in un apposito laboratorio con aria depurata, acceso e pulito con azoto, cosa che fece considerevolmente lievitare i costi. Venne infine lanciato nel 1990.

Non ci sono parole per ricordare questi sacrifici, che non si espongano al rischio della retorica. Forse è meglio il silenzio meditativo, o risuonare con la partecipazione commossa di un artista come John Denver. Il cielo sia leggero per tutti quelli che hanno sacrificato la vita per la voglia di esplorarlo, seguendo un desiderio sano di conoscenza.

 338 letture su Stardust,  2 oggi

Precedente

La strana coppia

Successivo

Questo bel pianeta blu

  1. Ciao Marco, ho avuto modo di raccontare per Wikiradio (Radio3) la storia del disastro del Challenger. Una storia che mi ha colpito, perché se da un lato c’era la spinta a voler conquistare il cielo, dall’altro c’è stata la mediocrità in cui noi esseri umani spesso ci invischiamo. E, forse peggio ancora, è mancata la volontà di imparare qualcosa, da quel disastro. È stata anche l’occasione per approfondire il ruolo di Richard Feynman in questa vicenda, che mette in luce la grandezza di questo genio, capace di indagare i problemi più complessi facendo della semplicità il suo obiettivo.

    • Marco Castellani

      Caro Daniele, grazie per aver postato questa risorsa! Bello quando da punti diversi riusciamo a raccogliere materiale interessante relativo ad un dato tema. Nel merito, ascolterò al più presto con reale interesse la storia su Wikiradio.

      Se in futuro vorrai anche scrivere qualcosa relativo a questo tema, naturalmente qui avrai piena ospitalità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Powered by WordPress & Theme by Anders Norén

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: