Ed è proprio l’attenzione al parlare che è il tratto di questo esperimento. Delle videopillole di argomento astronomico. Che però siano leggere. Brevi, sopratutto. Più aperte alle suggestioni, alle analogie, che all’asettico rigore scientifico. Quello ci vuole, quello è necessario. Qui però lo dò in un certo modo per scontato, acquisito.

Provo a sviluppare un discorso di secondo livello, cerco di saltare alle conclusioni (aperte, apertissime). Cerco di dire quello che appassiona me prima di tutto. Sono appena semini, spunti di riflessione e, se volete, di dialogo.

Non avrei mai creduto di scriverlo, fino a pochi giorni fa. Ma la realtà è sorprendente, sempre (se uno accetta di lasciarsi sorprendere, che è in sé già un bel lavoro, mica scontato). Quindi lo scrivo: se vi fa piacere, iscrivetevi al mio canale.

Come per le astropills la faccenda è di scrivere l’idea in non più di trecento parole, in questo caso la storia è dire l’idea, in non più di cinque minuti. Il punto specifico della brevità è intanto un riconoscimento che è una piccola cosa, non tento alcuna estesa trattazione di nulla: molti altri lo fanno benissimo, con professionalità e precisione.

Qui vorrei solo dare qualche spunto. Se riuscirò a solleticare la vostra immaginazione, se riuscirò a indurvi a sospettare che la scienza del cielo non è noiosa, ma carica di belle idee e portatrice di un modo nuovo ed entusiasmante di vedere l’uomo e la sua vita sulla Terra, ebbene sarò contentissimo. Avrò raggiunto il mio obiettivo.

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