Il Telescopio James Webb continua a mostrarci quel nuovo universo al quale ci dobbiamo progressivamente abituare, quel nuovo modo di vedere le cose che avrà inevitabili ricadute (anche fuori dall’ambito astronomico, ne sono certo) che noi, con la nostra scarsa immaginazione, ancora difficilmente possiamo valutare. Meno male che la scienza ci aiuta.

La bellezza degli anelli, non riguarda solo Saturno…
Crediti: NASA, ESA, CSA, STScI

Questa è la visione più chiara degli anelli di Nettuno che abbiamo in più di 30 anni, dalle immagini della venerabile sonda Voyager 2. Lo strumento NIRCam a bordo del James Webb ha catturato questa bellissima visione dei sottili anelli che circondano il pianeta, domandoci la prima immagina infrarossa in assoluto di questa meraviglia celeste. In questo intervallo di frequenza il pianeta appare piuttosto scuro, eccetto dove sono presenti nuovi a grande altitudine. Difatti, queste nubi di metano ghiacciato sono particolarmente visibili a queste frequenze infrarosse, riflettendo la luce solare prima che sia assorbita dal gas metano.

Perfino il modo di vedere, e dunque di pensare i pianeti, sta cambiando. Improvvisamente ci appare troppo semplice quel che vedevamo e pensavamo prima. Una inedita complessità emerge anche per i corpi celesti vicini a noi più vicini, spronandoci a rivedere al rialzo molte nostre convinzioni acquisite.

Credo che dire che tutto è più complesso alla fine sia una buona notizia, perché ciò che è complesso è anche più sfaccettato e morbido, rifugge dagli slogan e dalle formulazioni banali, lascia spazio alle diverse interpretazioni, le quali – finalmente – si confrontano in un campo ampio, dove non esiste (più) chi ha ragione a priori.

Si potrebbero fare riferimenti a ciò che stiamo vivendo, in ambito nazionale ed internazionale, ma lascio a voi il facile esercizio. Dico solo, benvenuto James Webb! Mai come adesso, sento tutto questo come necessario.

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