Blog di Marco Castellani

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Una sorta di ricominciamento

Dopo tanto tempo di attività, sento il bisogno di capire quale è la direzione di rotta migliore per GruppoLocale.

Non è male, ogni tanto, azzardare una sorta di bilancio. O meglio, fermarsi un momento e vedere dove si è arrivati. E per farlo bisogna guardare alla strada percorsa.

Come un nuovo inizio...

Photo Credit: sierragoddess via Compfight cc

Siamo partiti ormai molti anni fa. E ogni anno è come un’era geologica, per Internet. Qui si vive in un posto dove tutto è accelerato, i cambiamenti avvengono su scala di mesi, se non di settimane appena. E siccome è un po’ di anni che siamo online, diciamo che ne abbiamo viste di cotte e di crude.

Tanto per dire, questo sito è attivo dal 2002. Pensateci: un secolo fa, per la rete. Basti dire che nel 2002 non esisteva Facebook (ebbene sì, è esistita un’epoca – probabilmente più produttiva – in cui Facebook non c’era).

Anche per quanto riguarda la divulgazione (specificamente in lingua italiana) la situazione era molto, molto diversa da quella attuale. L’offerta di buoni articoli nella nostra lingua era decisamente più povera. Di conseguenza, anche tradurre articoli dall’inglese, era una cosa utile, aveva un valore.

Ora ci muoviamo in un panorama radicalmente diverso. L’offerta di articoli di divulgazione di qualità è certamente assai più ampia. Per rimanere nell’ambito del mio ente di appartenenza, già la pagina Media INAF fa un ottimo lavoro per quanto riguarda l’aggiornamento sui risultati della ricerca astronomica. Fatti salvi casi particolari, non ha più molto senso inseguire le singole notizie, in modo asettico, per un lavoro che fanno già in modo eccellente.

Buon per noi, in fondo. E’ l’epoca della personalizzazione. Dobbiamo dare a questo blog una sua identità più specifica e definita. Possiamo prenderci il lusso di lasciare ad altri la presentazione delle notizie vere e proprie, mentre noi andiamo alla ricerca di punti di vista originali ed inediti, con i quali interpretare la ricerca sotto una luce nuova e molto specifica.

In realtà ricerca è un termine riduttivo, perché a noi interessa superare il polveroso schema delle due culture per riprendere invece il cammino di una conoscenza che sia unita e che non lasci fuori niente – un cammino dove lo stupore si coaguli come terreno d’intesa qualificante ed insieme garanzia di amicizia tra scienza, letteratura, musica, e – in definitiva –  ogni forma di umano sapere.

Fedeli al nostro motto Solo lo stupore conosce dunque cerchiamo di guadagnare una prospettiva diversa, di vedere le cose in modo che possano ancora stupirci, destare meraviglia. Mettendo l’umanità di chi fa ricerca o di chi la comprende, al centro del nostro sistema di riferimento. In poche parole, non ci interessa più il cosmo in sé stesso, ma l’uomo attraverso il cosmo.

Una sorta di ricominciamento, dunque. Perché l’avventura della scoperta dell’universo è anche e soprattutto una declinazione importante dell’avventura umana in quanto tale. Una epopea in cui – appunto – l’umanità delle persone può e deve venire alla luce, senza paura, con punti di forza e debolezze, con passioni ed emozioni, perché di tutto questo l’umano è fatto.

E per noi la ricerca verso lo spazio è anche e soprattutto una ricerca verso noi stessi.

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GruppoLocale su Pinterest

Ci siamo. Forse un po’ in ritardo rispetto, rispetto a tante analoghe realtà (tante, ma non tutte…), mi sono deciso ad aprire un account Pinterest relativo specificamente al progetto GruppoLocale: lo potete trovare a questo indirizzo. Probabilmente sapete già cosa sia Pinterest, perché rappresenta uno di quelle reti sociali che stanno andando per la maggiore negli ultimi tempi.

Per citare wikipedia, Pinterest è un social network fondato nel 2010 da Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra dedicato alla condivisione di fotografie, video ed immagini. Basato sull’idea di creare un catalogo on-line delle ispirazioni, Pinterest permette agli utenti di creare bacheche per gestire la raccolta di immagini in base a temi predefiniti o da loro generati. Il nome deriva infatti dall’unione delle parole inglesi pin (appendere) e interest (interesse).”

Pinterest di GruppoLocale, schermata

La schermata introduttiva del nostro account GruppoLocale dentro Pinterest, al momento di scrivere questo pezzo…

Ve lo confesso. Per diverso tempo ho pensato, “beh, ma che mi importa di un catalogo online?”; facendo degli esperimenti ho cominciato però a trovare utile il sistema adottato da Pinterest, che rende possibile la creazione di diverse bacheche alle quali ci si può selettivamente decidere di iscrivere (così posso ad esempio sottoscrivere la bacheca gattini di una certa persona e non sottoscrivere quella Film horror, tanto per intenderci). Già questo rende possibile una sorta di granularità che aiuta molto nel mantenersi focalizzati su una certa categoria di interessi. 

Pinterest funziona benone anche come sistema per mantenere online un archivio di siti e pagine di interesse (peccato solo che non mantenga una cache del sito selezionato). In questo probabilmente ci può essere molto comodo, a noi di GruppoLocale: per tenere traccia di una serie di link interessanti, evitando di vederli scomparire magari in una remota pagina Facebook Twitter, a troppi click di distanza perché veramente qualcuno se ne possa imbattere! 

Per farla breve, ho provato a popolare via via, in questi primi giorni di apertura, il nostro account con qualche bacheca tra quelle che pensavo fossero più utili. L’invito a questo punto è a voi: dite la vostra, se volete. E se siete – o diventate – utenti Pinterest, magari iscrivetevi ad una o anche a tutte le nostre bacheche.

Il tempo dirà – come di consueto – se questa declinazione del nostro progetto risulta utile, ovvero se ottiene un riscontro in termini di interesse. Per ora continuiamo a sperimentare, e in questa fase ogni vostro commento risulterà – inutile dirlo – utilissimo.

Confido dunque di ritrovarvi su Pinterest, in modo da sperimentare tutti se questo nuovo strumento può aiutarci a tener desta la meraviglia per il cielo sopra di noi, che è l’unico vero obiettivo del nostro progetto.

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E’ aperto il bar: ci fate un salto?

Uno altro spazio per discorrere di scienza? Certo. Ma non solo. Perché la scienza diventa più divertente e più gustosa se non si perde mai la traccia del fatto che faccia parte, insieme con tante altre discipline, tanti altri saperi, dell’avventura umana. Così pensiamo che sia bello parlare di scienza aprendosi alle mille suggestioni e alla mille indicazioni del mondo dell’arte, del bello, della metafisica. Il tutto mantenendo la consapevolezza – che è alla base del progetto di GruppoLocale – che vi sono infinite cose che ci superano, e che la scienza vera respira fa respirare soltanto nella misura in cui viene vissuta con passione, sapendo che non esaurisce né può mai esaurire la nostra conoscenza del mondo. Allora sì che torna quella splendida e feconda filosofia naturale che è bello e suggestivo percorrere. Insieme.

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E’ aperto il bar! Ci fate un salto? Primo giro gratis! Crediti: Dan Machold su Flickr, licenza CC

Per chi ne vuole parlare, per chi è disposto a mescolare la scienza con le arti figurative, la poesia, la musica, la ricerca spirituale. Ecco per chi è aperto il nuovo Bar di GruppoLocale. Lo potete trovare su Facebook; è aperto da pochi giorni e conta già più di sessanta iscritti. Se continua bene come sta andando, sarà probabilmente lo spazio di discussione di elezione per GruppoLocale, sostituendo altri progetti che non hanno riscontrato analogo consenso: molto probabilmente l’utilizzo del medium Facebook in questo momento storico-informatico risulta agevolare grandemente la comunicazione, e non ci resta che prenderne atto 😉

Una parola sul nome, probabilmente può essere spesa. Il termine bar vuole suggerire una informalità e leggerezza di approccio, una cifra che si può adottare anche per i temi più impegnativi. L’unica regola è quella del buon senso e del rispetto: per le persone, per le fedi, per gli orientamenti politici (i messaggi che mancassero sotto questo punto potranno essere rimossi senza preavviso). Siamo qui con un intento amichevole e costruttivo. Per discorrere piacevolmente senza che il tempo non sia fatuo, non sia vuoto. Se volete aggiungervi a noi, siete i benvenuti: noi siamo qui che vi aspettiamo!

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Carnevale della Fisica #40, i risultati

Con questo post ci accingiamo a tirare le fila della quarantesima edizione del Carnevale della Fisica. E’ la seconda volta che il nostro sito ha l’onore e sopratutto il piacere di poter ospitare il Carnevale: la prima volta è stato per la ventisettesima edizione, con il tema Fisica e Letteratura, mentre in questa occasione ci siamo dilettati con un tema affine, Fisica ed Arte.

Abbiamo il piacere di listare dei contributi di indubbio interesse, così preferiamo non rubare altro spazio in discorsi introduttivi e scegliamo di buttarci senza indugio nella lista dei post pervenuti. Nonostante il tema  scelto sia da intendersi come suggerimento e non come obbligo, quasi tutti i contributi si sono attenuti all’argomento da noi indicato. E’ dunque con un piacere ancora più vivo che procediamo alla rassegna, ringraziando in anticipo i partecipanti, e rimandandovi al Carnevale #41che si sta aprendo sulle pagine dell’eccellente blog dell’amico Umberto Genovese, Il Poliedrico (sì, anche se siamo in tempo di Quaresima, possiamo ben dire che – grazie a questa manifestazione – per la fisica è sempre carnevale…). Siamo certi che sarà un’altra edizione eccellente, non mancate di consultare il suo sito!

Apriamo la nostra rassegna… in musica, con il post Helmohltz e la dissonanza redatto da Leonardo PetrilloSeguendo il suo contributo veniamo condotti nell’affascinante analisi della dissonanza in ambito musicale, con tanto di abbondanti esempi presi dalla storia della musica e corredati di una spiegazione fisica approfondita. Lo stesso autore ci fornisce una illuminante sintesi del suo esteso intervento: 

Il post va ad analizzare il rapporto sussistente tra Fisica e Musica. In particolare, l’attenzione è rivolta al concetto di dissonanzaDopo un’introduzione in cui spicca la figura di Keplero, che aveva proposto nell’opera Harmonices Mundi un modello cosmologico di tipo musicale, l’articolo si focalizza appunto sulla descrizione della nozione di dissonanza. Viene illustrata anche la cosiddetta dissonanza sensoriale o tonale, dovuta soprattutto al fenomeno acustico dei battimenti, analizzato nello specifico attraverso un rigoroso formalismo matematico. La narrazione procede con la presentazione delle cosiddette armoniche, cioè frequenze che sono multipli interi di una frequenza fondamentale. Da qui in poi entra in scena il fisico Hermann von Helmholtz, di cui viene delineata la biografia e presentata la sua ricerca in merito alle dissonanze sensoriali, approfondita nel 1965 dai ricercatori di psicoacustica Plomp e LeveltIl post volge al suo termine con l’adagio-allegro dal quartetto n.19 di Mozart, denominato “Quartetto delle dissonanze”.

Hermann Ludwig Ferdinand von Helmholtz

Hermann Ludwig Ferdinand von Helmholtz

Dalla musica ci spostiamo poi all’arte più in generale, con il post Fisica o Arte redatto da Annarita Ruberto. Ecco come l’autrice stessa ci porta nel mondo magico che si trova all’incrocio tra queste due discipline…

Il titolo non deve stupirvi più di tanto perché, procedendo nella lettura del post, la domanda “Fisica o Arte?” sorgerà spontanea. Fidatevi! Per i più scettici, che non credono alle connessioni tra l’Arte e la Fisica, e più in generale la Scienza, basti pensare che l’Arte può essere considerata come la scienza che rivela la creatività umana e la sua capacità di materializzare la Bellezza. Molti artisti hanno fatto ricorso alla Fisica nelle loro opere. Picasso, ad esempio, ricorre al concetto di relatività einsteniana, superando la geometria euclidea che viene letteralmente “frantumata” in nuovi modi di interpretare lo spazio e la prospettiva. L’introduzione della quarta dimensione, il tempo, rende le sue opere multiprospettiche e calate pertanto in una realtà più completa e complessa. L’opera “Les demoiselles d’Avignon”, il suo capolavoro, introduce il cubismo nella storia dell’Arte.

Les demoiselles d’Avignon- Fonte

Les demoiselles d’Avignon

Ed è soltanto l’inizio di un articolo che ci porta dentro una intrigante carrellata di esempi in cui la fisica si colora di arte e appaga tanto il senso estetico quanto il ragionamento astratto. Arrivati in fondo davvero ci chiediamo, con l’autrice… la domanda Fisica o Arte è giustificata ? Giustificatissima, diremmo noi… 😉

Annarita partecipa poi con altri due articoli, La teoria della Luce di Newton e Mescolanza di colori puri da raggi laser. Nel primo si delinea un interessante approccio alla Teoria della luce di Newton anche per quanto concerne l’avvicendamento storico degli eventi scientifici ad essa connessi. Decisamente da leggere per capire come la ricerca scientifica non procede quasi mai in linea retta, ma è risultato di percorsi a volte tortuosi e anche di accanite dispute tra addetti ai lavoro.

Schizzo di Newton del suo esperimento cruciale (experimentum crucis), in cui la luce del sole è rifratta attraverso un prisma. Un colore viene rifratto attraverso un secondo prisma per dimostrare che non viene ulteriormente modificato. Viene poi  mostrato che la luce è composta dai colori rifratti attraverso i secondi prismi. Fonte dell'immagine: Warden and Fellows, New College, Oxford

Schizzo di Newton del suo esperimento cruciale (experimentum crucis), in cui la luce del sole è rifratta attraverso un prisma. Un colore viene rifratto attraverso un secondo prisma per dimostrare che non viene ulteriormente modificato. Viene poi mostrato che la luce è composta dai colori rifratti attraverso i secondi prismi.
Fonte dell’immagine: Warden and Fellows, New College, Oxford

Nel secondo, si tratteggia un esperimento in cui si osservano tre getti di liquidi di tre diversi colori rosso, verde e blu che vanno a cadere in una bacinella, dove essi si mescolano dando un liquido di colore bianco! Non lasciarsi ingannare dall’apparenza – avverte l’autrice! – perché i colori provengono da un laser rosso, uno verde e il terzo blu posti dietro i tre bicchieri.

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(Image: Alexander R. Albrecht, University of New Mexico)

La scienza comunque non è solo arte, anche se come abbiamo visto con essa ha diversi punti di contatto. C’è un altro aspetto che vale la pena di approfondire: la scienza può mettersi – lei stessa  – al servizio dell’arte. Proprio questo ci insegna il post di Orfeo Morello, La scienza a servizio dell’arte, i sistemi a scansione laser per creare copie di opere da preservare.

Arte e scienza, cosa mai possono avere a che fare tra di loro due mondi apparentemente così distanti? La scienza ha innumerevoli campi di attuazione e anche l’arte non è esente da questa contaminazione. In particolare in questo breve articolo voglio presentarvi un processo che basandosi sulla costruzione di un modello virtuale di opere d’arte, ne permette la duplicazione.

Interessante seguire l’esempio citato nel testo, che si riferisce alla realizzazione di copie di “due preziosi e fragili rilievi” provenienti dalla necropoli di Saqqara e attualmente conservati presso Museo Civico Archeologico di Bologna.

Dettaglio della copia del rilievo del maggiordomo regale Ptahemwia

Dettaglio della copia del rilievo del maggiordomo regale Ptahemwia

La fisica è dappertutto: e come potrebbe essere altrimenti? Ma è interessante esplorare come si possa vedere dal punto di vista fisico un’arte che sembra spesso ignorare le leggi fisiche – o almeno ce ne restituisce sovente l’impressione. dance

Parliamo qui della danzaFisica e arte della danza di Paolo Pascucci ci porta a comprendere – anche attraverso un video – come arte della danza e fisica sono, in realtà, una cosa sola. La premessa è un valido ingresso ad un mondo intrigante… “nonostante il movimento e il ballo siano manifestazioni di giubilo e attività che pratichiamo nei momenti di allegria e benessere, e quindi apparentemente eseguibili da quasi tutti a piacimento in ogni istante, non sono affatto un esercizio semplice.” La cosa sorprendente è quanta parte la fisica e le sue leggi possano avere in una attività apparentemente libera come la danza!

Claudio Pasqua ci conduce ad un viaggio affascinante all’interno dello studio di un artista la cui opera esplicitamente si ispira alla fisica e alla cosmologia in particolare. Vittorio Varré: Big Bang d’artista ci porta dentro l’attività di un artista peculiare e molto interessante. Estraiamo una domanda dall’intervista presente nell’articolo, rimandandovi al post di Claudio per una lettura integrale.

Il Big Bang è un modello cosmologico riguardante lo sviluppo e l’espansione dell’universo. Cosa ha spinto un artista ad occuparsi di questo tema? 

“L’idea di ciò che si avvicina a quella dell’infinito, di uno spazio in continua espansione, una idea che spaventa se pensiamo alle grandezze in gioco. E’ questo che ha ispirato il filo conduttore che lega tra loro queste opere.”

LAMPI DI LUCE 100X80 2010 ciclo big bang  tecnica acrilico su doppi pannelli (particolare)

LAMPI DI LUCE 100X80 2010 ciclo big bang,
tecnica acrilico su doppi pannelli (particolare)

Arriviamo adesso al contributo di Andrea Mameli, che è significativamente titolato Fisica + arte = stupore e piacere. Ecco come l’autore stesso ci presenta il suo interessante lavoro: Il piacere e lo stupore nel momento della contemplazione e della comprensione, in Arte e in Fisica, si possono accomunare e nel caso dell’attività creativa la loro intensità è moltiplicata per 10, forse anche 100 volte. Questo accostamento tra le sensazioni del fisico e dell’artista è qualcosa di profondo e a tratti indescrivibile. Mentre altri tentativi di avvicinamento tra le due manifestazioni del pensiero e della creatività possono risultare meno fondate, più che altro frutto di esercizi effettuati a posteriori, ma non per questo meno interessanti.

"Dinamismo di un cane al guinzaglio" (Giacomo Bella, 1912)

“Dinamismo di un cane al guinzaglio” (Giacomo Bella, 1912)

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Evidenze di strutture frattali sono diffuse ovunque nel corpo umano, polmoni, cervello, sistema circolatorio…

Cambiamo ambito (ma rimaniamo sempre nella fisica) con il post di Felice Russo, Considerazioni allomertriche sembrano indicare un piccolo errore nella formula del BMI proposta dal professore Trefthen. Può essere sorprendente scoprire che nella trattazione accurata dell’Indice di Massa Corporea (in breve, “BMI”) possano entrare anche … i frattali! Un altro esempio di come nozioni matematiche e fisiche possano trovare spazio anche in ambiti apparentemente lontani.

Leggiamo infatti ad un certo punto della trattazione: “L’assunzione che nella formula del BMI vada considerato un esponente 2.5 (o meglio 2.33?) anziche’ 2 significa assumere che il volume del corpo umano scala come un frattale di dimensione pari a ~2.5. L’esponente 2.5 indica che il corpo umano non e’ assimilabile ne ad un piano ne ad un cubo, ma sta nel mezzo. Questo non ci deve sorprendere in quanto sappiamo che tutti noi siamo dei frattali. I nostri polmoni, il nostro sistema circolatorio, il nostro cervello sono tutte strutture frattali. La geometria frattale permette di avere figure geometriche con area finita e perimetro infinito, volume finito e superficie infinita. La maggior parte degli oggetti naturali sono composti da molti differenti tipi di frattali intrecciati uno nell’altro, ed ognuno con una sua dimensione frattale.”

That’s all, folks! Per questa edizione è tutto. Vi invitiamo a seguire i link e leggere per esteso gli articoli che più vi interessano: scoprirete probabilmente dei tesori, come è successo per noi in redazione. Anche questa è la bellezza del Carnevale della Fisica 🙂

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carnevale

Ultimi giorni per partecipare al Carnevale della Fisica #40 … non mancate!

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Carnevale della fisica #40: Fisica ed arte

Così siamo giunti ad un numero bello tondo… l’edizione del Carnevale della Fisica che andiamo ad introdurre è la quarantesima. E’ anche la seconda che abbiamo il piacere di ospitare su GruppoLocale: dopo l’edizione #27 che aveva a tema La fisica nella letteratura italiana (con il quale abbiamo avuto anche il piacere di andare sotto i riflettori dl Media INAF) ora apriamo con un tema affine, e pensiamo ugualmente intrigante, Fisica ed arte.

"Geomagnetismo astratto": le inversioni geomagnetiche terrestri degli ultimi 160 milioni di anni (Credits: Christophe Gissinger)

“Geomagnetismo astratto”: le inversioni geomagnetiche terrestri degli ultimi 160 milioni di anni (Crediti: Christophe Gissinger)

E’ un tema che sentiamo affine per molte ragioni. La fisica indaga il mondo fisico e il cosmo, l’arte pure è una forma di indagine, in fondo. E’ un’indagine nel mistero incredibile dell’essere umano, nella sua creatività, nel suo lavorare per esprimere senso e significato. C’è una stessa tensione che si articola in modi diversi. Di questo siamo convinti e lo sa anche chi ci segue nella nostra pagina Facebook – dove mescoliamo da tempo post di aggiornamento scientifico, divulgativi ma rigorosi, a testi poetici, brani musicali, opere visive, aventi a tema lo spazio e il suo fascino.

Non dimentichiamoci, inoltre, che molto spesso le stesse rappresentazioni grafiche di fenomeni fisici possono acquistare una indubbia (e a volte involontaria…) valenza artistica, come nel caso raffigurato qui sopra.

Così vi invitiamo in questo mese a scrivere un intervento a tema, pubblicarlo sul web – sul vostro blog o da qualche parte – e farcene avere notizia. Alla fine del mese listeremo tutti gli interventi elaborati nel rispetto delle regole, le quali mirano a tutelare la corretta divulgazione della scienza (perfettamente compatibile con la creatività). Per il resto, sbizzarrite pure la fantasia! Dopotutto è un carnevale. Sentitevi liberi di contaminare la scienza con l’arte, sospetto che ne potremmo avere molti vantaggi…

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Il sorpasso…

Giusto per provare il meccanismo di “incorporazione Tweet” nativo nella nuova versione di Wordpress… Comunque ora Twitter è avanti di due!

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Più veloci della luce. Anzi, no.

Neutrini, elusive particelle, prima più veloci della luce… Poi improvvisamente, “normalmente”, no.

I rilevatori dell'esperimento OPERA nel laboratorio del Gran Sasso (Crediti: Opera-experiment)

 

La fisica relativistica tira un sospiro di sollievo, l’incombenza scomoda di una nuova teoria é forse rimandata.

http://www.corriere.it/scienze_e_tecnol … d5a4.shtml

A noi rimane un dubbio (e vi chiediamo cosa ne pensate): forse a correre “troppo” non sono i neutrini, ma i comunicati stampa? Era meglio qualche verifica in più, prima di pensare ad una fisica completamente nuova?

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