Blog di Marco Castellani

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L’umanità dietro la scienza

Ed è proprio l’umanità dietro (dentro) la scienza forse il valore più bello che sento dobbiamo ancora scoprire, riscoprire, per la nostra vita. Secondo questo punto di vista ogni scoperta che facciamo nel cielo, in qualche modo, è un tassello in più dell’umanità che è in noi, una possibilità di capire meglio noi stessi.

Per questo la scienza è interessante, per questo l’astronomia – lo studio di oggetti lontanissimi, apparentemente distanti dalla nostra esperienza quotidiana – ha una sua piena dignità di esistenza, di partecipazione all’avventura umana, del conoscere e del capire.

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Stelle (ed arte) a colazione

Dopodomani mattina (giovedì) sarò a Colazione da Alessandra, a Radio Giulianova, per chiacchierare un po’ del mestiere dello scienziato, e anche di qualche altra cosetta come l’inclinazione per la poesia e la passione per lo scrivere. Sarà una intervista amichevole e a largo spettro, dove ci fermeremo a parlare in tono amichevole e colloquiale anche di cose  un po’ impegnative, come la libertà ed il piacere

E’ con grande piacere che ho accolto l’invito a questa colazione radiofonica, che si terrà questa settimana, giovedì 14 gennaio alle ore 10 sulle frequente di Radio Giulianova, e poi anche in streaming.

AlessandraAngelucciAppena due parole su Alessandra. Giornalista, è critico d’arte per il quotidiano di Teramo «La Città», e per le riviste «Exibart» e «Contemporart». In passato ha diretto il mensile d’informazione «Lo Strillone» ed è stata conduttrice per l’emittente TV6. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta di poesie Mi avevi chiesto di fermarmi qui (Duende Edizioni, Premio Roccamorice). Oltre a numerosi cataloghi, ha curato il volume di Fathi Hassan Un africano caduto dal cielo, apparso nella collana Fili d’erba che dirige per la casa editrice Di Felice. Ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Collabora con la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso. Per l’emittente radiofonica Radio G di Giulianova cura la rubrica d’arte Colazione da Alessandra. E’ la curatrice della mostra “CORDIS, del cuore” di Alice (Palazzo Pardi di Colonnella, provincia di Teramo, fino al 6 gennaio 2016). Collabora inoltre con il sottoscritto alla pagina Facebook di arte e letteratura Il ritorno.

Propongo pertanto assai volentieri il testo che Alessandra stessa ha diffuso via Facebook, per annunciare la nostra “colazione”. Colazione che, oltretutto, ho l’onore di condividere con un artista quale Gian Ruggero Manzoni (in maniera alquanto immodesta, devo dire che sono assai onorato per l’accostamento), e con la giornalista Azzura Marcozzi.

Vi lascio dunque alle parole di Alessandra, aspettando di poter… aggiungere le mie. A colazione, s’intende!

Cari amici di “Colazione da Alessandra” sono felice di annunciarvi i nomi dei prossimi protagonisti della rubrica d’arte che ho il piacere di curare su Radio G Giulianova: GIAN RUGGERO MANZONI, pittore e teorico d’arte, drammaturgo e performer; MARCO CASTELLANI, ricercatore astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Roma dell’INAF, autore, fra i tanti libri, della silloge poetica “In pieno volo” e del romanzo “Il Ritorno”, di recente pubblicazione. Con me in studio la giornalista Azzurra Marcozzi.

Appuntamento giovedì 14 gennaio, ore 10, Radio G. Replica ore 15.30: frequenze 90.70 oppure 100.20; anche su streaming www.radiogiulianova.net.

GianRuggeroManzoniGIAN RUGGERO MANZONI è nato nel 1957 a San Lorenzo di Lugo (RA), dove tuttora risiede. È poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, performer. Ha pubblicato, fra le tante case editrici, con Feltrinelli, Il Saggiatore, Scheiwiller, Sansoni, Skirà-Rizzoli. La sua formazione di pittore è avvenuta in Italia a fianco degli esponenti della Transavanguardia; in Germania, a Monaco di Baviera e a Berlino, negli ambienti del neoespressionismo e della neofigurazione tedeschi, in Inghilterra vicino ai graffitisti e fumettisti della Generazione X. Insegna Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino dal 1990 al 1995. Partecipa ai lavori della Biennale di Venezia negli anni 1984 e 1986, edizioni dirette da Maurizio Calvesi. Ha al suo attivo oltre 50 pubblicazioni e 70 mostre pittoriche. Ama abitare in provincia e, come di solito dice, “dell’uomo di provincia possiede tutti i difetti, ma anche tutti i pregi”.

marcoTroianoMARCO CASTELLANI è un ricercatore astronomo e lavora presso l’Osservatorio Astronomico di Roma dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica). Si occupa di evoluzione stellare e fa parte del team scientifico del satellite GAIA dell’ESA, nel quale svolge l’attività di ricerca di algoritmi per ricostruire i profili stellari restituiti dal satellite con la massima accuratezza possibile. Ha al suo attivo più di 60 pubblicazioni scientifiche, di cui circa la metà su riviste con referee internazionale. Ha aperto diversi anni fa il blog di divulgazione scientifica GruppoLocale.it (listato nella pagina istituzionale Media INAF) e il blog SegnaleRumore.it per esplorare come la tecnica si rapporta al nucleo più autenticamente umano palpitante in ognuno di noi. E’ stato scelto questa estate per tenere un corso di astrofisica a un gruppo di selezionati studenti universitari a bordo di “Mediterranea”. Marco ama molto scrivere, sia racconti e poesie, sia considerazioni “di cammino” che pubblica sul suo blog personale (cioè questo, ndr). Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo il romanzo “Il ritorno”, le raccolte di poesia “In pieno volo” e “Per prima è l’attesa”. Attualmente sta lavorando su libri a carattere scientifico divulgativo, di prossima uscita, e sta preparando un libro di racconti per ragazzi a sfondo scientifico, di cui alcuni sono stati anticipati con ottimi risultati ai ragazzi di una scuole nazionale. E’ sposato dal 1991, ha quattro figli.

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Caffè, arte e scienza… a colazione!

Tranquilli: era promesso, e lo manteniamo. Alla fine la colazione con Alessandra si farà, ed è fissata per giovedì 14 gennaio, alle ore 10. Sarà una ottima occasione per ragionare un po’ di scienza e di poesia, di come queste istanze apparentemente molto diverse in realtà possono convivere, possono essere composte in modo da coesistere.  Forse perché questi due aspetti non sono poi tanto diversi, non sono poi tanto lontani? Chissà, potrebbe essere. D’altra parte è appena una (piacevolissima) colazione, non ci interessa mettere punti fermi, ma creare degli stimoli, dei punti di appoggio per la riflessione.

Tengo a specificare che (oltre al sottoscritto) prenderà parte alla colazione anche l’artista Gian Ruggero Manzoni,  poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, performer. Basta già questo scarno elenco, per comprendere l’interesse innegabile che comporta la sua partecipazione.

Insomma, di cose che intrigano, permettetemi di dirlo, ce ne sono parecchie, in questa colazione. Allora, ci vediamo dopodomani al caffé? Per chi non ha la possibilità di seguire in diretta o agganciare la frequenza di Radio Giulianova, la colazione verrà anche servita, entro breve, in streaming… 


“Colazione da Alessandra” TORNA ON AIR giovedì 14 gennaio 2016.In studio Alessandra Angelucci e Azzurra Marcozzi.Vi…
Posted by Colazione da Alessandra on Domenica 10 gennaio 2016

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A colazione da Alessandra

E’ questione di cortesia elementare, potremmo dire. Un invito a colazione non si rifiuta senza valide ragione. Per di più se chi ti invita è una persona che ti piace frequentare, con cui ti trovi a tuo agio, con la quale puoi finalmente parlare di cose significative, abbandonando  – una volta tanto – i discorsi di superficie, quelli tristemente riempitivi, fatti appena per scongiurare il silenzio, per evitare (chissà poi perché) di cascarci dentro…

Per quanto ci siamo visti ancora (troppo!) poco, Alessandra Angelucci è una persona che sento amica e vicina nella mia ricerca “di senso”. E’ dunque con grande piacere che ho accolto l’invito alla sua colazione radiofonica, che si terrà questa settimana, giovedì 17 dicembre alle 10 prossimamente sulle frequente di Radio Giulianova, e poi anche in streaming.

Appena due parole su Alessandra. Giornalista, è critico d’arte per il quotidiano di Teramo «La Città», e per le riviste «Exibart» e «Contemporart». In passato ha diretto il mensile d’informazione «Lo Strillone» ed è stata conduttrice per l’emittente TV6. Nel 2012 ha pubblicato la raccolta di poesie Mi avevi chiesto di fermarmi qui (Duende Edizioni, Premio Roccamorice). Oltre a numerosi cataloghi, ha curato il volume di Fathi Hassan Un africano caduto dal cielo, apparso nella collana Fili d’erba che dirige per la casa editrice Di Felice. Ha curato mostre sia in Italia che all’estero. Collabora con la Fondazione Malvina Menegaz per le Arti e le Culture di Castelbasso. Per l’emittente radiofonica Radio G di Giulianova cura la rubrica d’arte Colazione da Alessandra. E’ la curatrice della mostra “CORDIS, del cuore” di Alice (Palazzo Pardi di Colonnella, provincia di Teramo, fino al 6 gennaio 2016). Collabora inoltre con il sottoscritto alla pagina Facebook di arte e letteratura Il ritorno.

Propongo pertanto assai volentieri il testo che Alessandra stessa ha diffuso via Facebook, per annunciare la nostra “colazione”. Colazione che, oltretutto, ho l’onore di condividere con un artista quale Gian Ruggero Manzoni (in maniera alquanto immodesta, devo dire che sono assai onorato per l’accostamento), e con la giornalista Azzura Marcozzi.

Vi lascio dunque alle parole di Alessandra, aspettando di poter… aggiungere le mie. A colazione, s’intende!

Cari amici di “Colazione da Alessandra” sono felice di annunciarvi i nomi dei prossimi protagonisti della rubrica d’arte che ho il piacere di curare su Radio G Giulianova: GIAN RUGGERO MANZONI, pittore e teorico d’arte, drammaturgo e performer; MARCO CASTELLANI, ricercatore astronomo presso l’Osservatorio Astronomico di Roma dell’INAF, autore, fra i tanti libri, della silloge poetica “In pieno volo” e del romanzo “Il Ritorno”, di recente pubblicazione. Con me in studio la giornalista Azzurra Marcozzi. 
Appuntamento giovedì 17 dicembre, da definirsi per l’inizio del prossimo anno (vi farò sapere), ore 10, Radio G. Replica ore 15.30: frequenze 90.70 oppure 100.20; anche su streaming www.radiogiulianova.net.
GIAN RUGGERO MANZONI è nato nel 1957 a San Lorenzo di Lugo (RA), dove tuttora risiede. È poeta, narratore, pittore, teorico d’arte, drammaturgo, performer. Ha pubblicato, fra le tante case editrici, con Feltrinelli, Il Saggiatore, Scheiwiller, Sansoni, Skirà-Rizzoli. La sua formazione di pittore è avvenuta in Italia a fianco degli esponenti della Transavanguardia; in Germania, a Monaco di Baviera e a Berlino, negli ambienti del neoespressionismo e della neofigurazione tedeschi, in Inghilterra vicino ai graffitisti e fumettisti della Generazione X. Insegna Storia dell’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Urbino dal 1990 al 1995. Partecipa ai lavori della Biennale di Venezia negli anni 1984 e 1986, edizioni dirette da Maurizio Calvesi. Ha al suo attivo oltre 50 pubblicazioni e 70 mostre pittoriche. Ama abitare in provincia e, come di solito dice, “dell’uomo di provincia possiede tutti i difetti, ma anche tutti i pregi”.
MARCO CASTELLANI è un ricercatore astronomo e lavora presso l’Osservatorio Astronomico di Roma dell’INAF (Istituto Nazionale di Astrofisica). Si occupa di evoluzione stellare e fa parte del team scientifico del satellite GAIA dell’ESA, nel quale svolge l’attività di ricerca di algoritmi per ricostruire i profili stellari restituiti dal satellite con la massima accuratezza possibile. Ha al suo attivo più di 60 pubblicazioni scientifiche, di cui circa la metà su riviste con referee internazionale. Ha aperto diversi anni fa il blog di divulgazione scientifica GruppoLocale.it (listato nella pagina istituzionale Media INAF) e il blog SegnaleRumore.it per esplorare come la tecnica si rapporta al nucleo più autenticamente umano palpitante in ognuno di noi. E’ stato scelto questa estate per tenere un corso di astrofisica a un gruppo di selezionati studenti universitari a bordo di “Mediterranea”. Marco ama molto scrivere, sia racconti e poesie, sia considerazioni “di cammino” che pubblica sul suo blog personale (cioè questo, ndr). Tra le sue pubblicazioni recenti ricordiamo il romanzo “Il ritorno, le raccolte di poesia “In pieno volo” e “Per prima è l’attesa”. Attualmente sta lavorando su libri a carattere scientifico divulgativo, di prossima uscita, e sta preparando un libro di racconti per ragazzi a sfondo scientifico, di cui alcuni sono stati anticipati con ottimi risultati ai ragazzi di una scuole nazionale. E’ sposato dal 1991, ha quattro figli.

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Certi di cose mai viste

A volte ci sono delle cose che mi confermano nella scelta di essere scienziato, mi confortano, mi tolgono dei dubbi.
Non sono un grande fan del razionalismo, della illuministica pretesa che la scienza spieghi freddamente il mondo, e che altro non si possa dire. Prima di tutto è una posizione che non mi conforta, non spiega quello che vedo fuori di me – non ne spiega appena la semplice l’esistenza – ma soprattutto non spiega quello che è dentro di me. Non mi dà possibilità di un significato che mi riempia. La sete di infinito, il desiderio smisurato di abbracciare tutto il cosmo, l’anelito alla bellezza, che pur convive con la dolorosa consapevolezza dei miei limiti. Se la scienza è fredda no, non mi interessa. Se l’avventura del conoscere prescinde dal cuore dell’uomo, non mi interessa, non mi piace, mi fa venir freddo, mi fa sentire solo.
Se invece la scienza è una avventura conoscitiva che coinvolge il cuore, che mette in gioco tutto, che non trascura il mistero e coltiva lo stupore di fronte al cosmo, allora mi piace, mi coinvolge, mi appassiona. 
Detto così potrebbe sembrare una scelta logica, ponderata, dettata da una impostazione decisa in partenza. E invece no, per me è istintiva, è una questione di caldo o freddo, di possibilità di pace – con le cose, con le persone – o (tragicamente) di guerra, di continuo disamore e disillusione.

Il tunnel di LHC al CERN
(Crediti: Julian Herzog, CC BY-SA 30)

Così ho davvero gioito stamattina quando mi sono imbattuto nell’intervista a Lucio Rossi, fisico del CERN, pubblicata sul sito di Tracce con il titolo Certi di cose mai viste (qui metto il link con le mie evidenziature). Si imparano tante cose dalla lettura attenta dell’intervista. Ma soprattutto si impara che quello che il tuo cuore attende, esiste. Si impara che la conoscenza scientifica non è che parte di una avventura umana, umanissima, perché facendo scienza non devi sacrificare il tuo cuore, non devi metterlo da parte in funziona di una malintesa oggettività. Ecco, quello sarebbe il freddo, l’aridità! E quanta gente invece – compresi insigni cattedratici – ci vorrebbero insegnare questo! A seguire il progresso – freddo ed impersonale idolo – e (in fondo) a non sperare niente! 

… si è sfilato il destino. Viviamo come se non ci fosse più, la realtà non mi indica nulla. E’ per la mancata consapevolezza di un destino che prende il sopravvento anche l’ansia di controllo.” Più non riconosco un fine ultimo delle cose, del mondo, più mi affido ansiosamente al “controllo” come ultima illusione di stare aggrappato al reale, ad un reale però sempre più incomprensibile, perché in fin dei conti lo penso come governato dalla casualità.
E paradossalmente – ma non troppo – è quando si nega il fine che si diventa moralisti. “Che cos’è il moralismo? Quando rimuovi l’origine ma pretendi di tenere im comportamento. Che siccome non regge necessita di una gabbia: la legge”
“Non appena ti muovi affermi che qualcosa vale.” Ecco la risposta. C’è un giudizio di valore. Qualcosa vale, altrimenti non mi muovo, sono fermo, bloccato.
C’è tanto altro, ma ognuno se vuole lo scopre da sè. Io da questa lettura ne esco confortato. Contento di essere scienziato, e – permettete – contento di essere italiano. Contentissimo che ci siano ad alto livello scienziati italiani con un cuore, con la passione di giocare le esigenze del cuore nell’incontro con il reale. La parte più belle e nobile di questo mestiere. 
L’unica cosa a dargli senso, secondo me.  

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Ubuntu: nessun fork di Gnome

Mi sono imbattuto in rete in una interessante intervista al Community Manager di Ubuntu Jono Bacon; consiglio la lettura agli appassionati di linux (in particolare, Ubuntu) che mastichino un poco di inglese. 
In essa infatti vengono toccati diversi temi, tra i quali le numerose “variazioni” sulla versione standard dell’ambiente desktop Gnome ormai di default su Ubuntu, ed anche la possibile adozione del browser di casa Google, Chrome, come software di default per la navigazione Internet (sul medio periodo, Firefox in effetti è consistentemente a rischio dall’avanzata di Chrome/Chromium, a mio parere).
Una schermata di Ubuntu 10.04
Leggendo le risposte, non si può fare a meno di riflettere sulla specificità dell’open source; “piegare” un software alla propria visione, come sta avvenendo per Gnome da parte del team di Ubuntu, è ovviamente possibile solo se si può accedere al tale software in modo da poterlo plasmare, e non come una scatola chiusa. Un indubbio vantaggio, in molte situazioni. Senza retorica….

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Intervista a Linus Torvalds

Devo ammettere che – nonostante mi “imponga” di non mitizzare troppo certi personaggi che mi stanno simpatici – Linus Torvalds riesce spesso a spiazzarmi. Come in questa intervista in cui ammette candidamente di non usare Debian perchè “troppo difficile da istallare” e spezza una lancia per le distro con “istallazione facilitata” … che dire, finalmente, il sottoscritto può continuare a sguazzare tra SUSE, Kubuntu, PCLinuxOS etc. senza più vergognarsi (di fronte ai “puristi Linux”) di non usare sempre e solo la mitica riga di comando…!!

Simpatica anche la conclusione in cui ammette (..fortunello!) di sviluppare linux ancora “just for fun”… 😉

Intervista a Linus Torvalds | oneOpenSource:

“Quindi, la sola distribuzione di un certo spessore che non ho mai usato è stata Debian, proprio perché, come da tradizione, è la più difficile da installare. Il che può sembrare strano, visto e considerato che Debian è anche la distribuzione più tosta a livello tecnico, ciò è esattamente quel che io non voglio in una distribuzione. Scelgo quelle più semplici, con un’istallazione facilitata, ecc., perché, per me, questo è il solo modo per usare qualsiasi distribuzione…”

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