Blog di Marco Castellani

Glasp, l’evidenziatore sociale

E non mi verrebbe da definirlo diversamente, perché è davvero un eccellente evidenziatore sociale questo strumento. Così lo chiama anche Danilo Ruocco nel suo eccellente articolo (Danilo, giornalista e scrittore è uno degli ancora pochi italiani che ho trovato su Glasp, perché di questo si tratta).

La dinamica è estremamente semplice, ad un primo livello. Si istalla l’estensione per Chrome o derivati (Brave, Vivaldi eccetera) e da quel momento in poi si dispone di un set di evidenziatori, di vari colori, da usare in qualsiasi pagina web per marcare frasi di particolare interesse.

Ciò sta già cambiando il mio modus operandi, che in questi casi consisteva nel salvare la pagina su Pocket e poi andare lì ad evidenziare i passi principali.

Qui si fa tutto in un lampo. Basta evidenziare la pagina – come appare sul browser – e viene istantaneamente aggiunta alla propria lista (qui la mia), dove poi si potrà tornare, volendo, per aggiungere tag, controllare se qualcun altro l’ha letta, eccetera.1

Ovviamente tutte le pagine evidenziate si ritrovano facilmente nel profilo personale, ma c’è molto di più. Glasp è un vero social con tutte le possibilità del caso: seguire altre persone e vedere cosa evidenziano, trovare delle nicchie di interessi simili ai nostri, commentare e interagire in vari livelli. Quel che mi pare molto interessante è la possibilità di scaricare in vari formati le proprie evidenziature, in modo da non perderle mai, come pure alcune caratteristiche decisamente ottimizzate per il web, tipo ottenere una immagine con una specifica frase evidenziata.

Ecco un esempio di frase evidenziata pronta per essere rilanciata sul web!

Molto interessante ed istruttiva l’opzione di caricare la pagina di comunità di una data risorsa web, dove si vedono le evidenziatore totali delle varie persone che l’hanno letta, e chi ha evidenziato cosa.

Certo non è l’unico evidenziatore sociale esistente. C’è l’ottimo hypotes.is per esempio, che è anche open source. Appare un po’ più spartano e manca di alcune caratteristiche social, ma rimane un progetto interessante per vari ambiti (soprattutto quello accademico). C’è anche Liner, utile perché è tra i pochi ad essere usabile anche su dispositivi mobili (perlomeno su dispositivi Samsung), ma la versione free ha alcune limitazioni. Insomma c’è altro in circolazione, e la cosa migliore sarebbe farsi un giro su ognuno per capire se e come risponde alle proprie esigenze.

Quello che ancora non c’è e sarebbe bello che ci fosse (ma a dire il vero non mi pare vi sia in nessuno dei concorrenti che ho esaminato) è un modo per filtrare facilmente i contenuti in una specifica lingua, utilissimo per chi come molti di noi, non parla inglese dalla nascita. Sarebbe molto bello con un click listare i contenuti recenti in italiano, ad esempio. Per ora non c’è verso, tanto che anche io alla fine esito a salvare contenuti nella mia lingua, perché ho la sensazione che non abbiano tutte le possibilità che potrebbero avere per essere ritrovati, nel mare magnum dei contenuti in lingua inglese. O magari potrebbero essere trovati (con tag o parole chiave) da persone che poi non riescono a leggerli (lo so, e sono d’accordo con voi: è un vero scandalo che l’italiano non sia compreso e parlato in tutto il mondo, questo però esulta dall’argomento del presente articolo). Ma è anche qualcosa su cui gli sviluppatori mi dicono che vogliono assolutamente lavorare.

Sì, mi dicono, perché il team di sviluppo è molto attento e coinvolgente, nella sua attività. Capita che ti scrivano per sapere come la pensi (con Google sarebbe inimmaginabile, provaci tu ad immaginare un umano che ti scrive per sapere cosa ne pensi di gmail…), ti propongano – se vuoi – anche degli incontri online per discutere delle caratteristiche del prodotto, rilancino i tuoi commenti da Twitter e da altri social. Insomma questa squisita attenzione all’utente – chiaramente possibile solo entro certi fattori di scala – è piacevole e fa tornare indietro la memoria, quando il web era una cosa semplice, una cosa divertente, una cosa per appassionati, che in forza di questa passione comune (che non era il far soldi, quasi mai) potevano e desideravano entrare in contatto.

Beh, chiudendo con i ricordi e tornando al tema. Ho testato abbastanza bene Glasp anche come strumento di lavoro nel preparare il mio talk per OpenLabs 2022 sul Telescopio Spaziale James Webb che ho tenuto sabato scorso ai laboratori INFN di Frascati. E devo dire che sono rimasto soddisfatto. Trovare una pagina interessante e agganciarla velocemente ad una lista, andare a rivedere in modo rapido le frasi evidenziate, crearsi in questo modo un archivio ragionato e orientato verso il compito specifico che si deve portare a termine. Tutto abbastanza facile e divertente, con Glasp.

Glasp da qualche tempo ti costruisce anche una mappa che correla i tuoi interessi.
Non so ancora bene come leggerla ma immagino proprio che dica molto sui siti che frequento…

Esistono poi una serie di caratteristiche social che sono tutte da scoprire, e che permettono veramente di approfondire alcuni tematiche, a patto di scegliere le persone giuste da seguire. C’è la possibilità di trovare materiale valido ed interessante, per ora con un buon rapporto segnale/rumore.

Insomma, tutto mi fa pensare che ci giocherò ancora, per un altro bel po’ di tempo. Se poi si dovesse aprire una sezione italiana, o meglio, un filtraggio intelligente dei messaggi per lingua, beh sarà veramente una festa, e immagino che allora molta gente dell’italico stivale salterà a bordo.

Per ora andiamo avanti come early adopter. Che poi sperimentare è il punto centrale per uno scienziato. E qui ci sono tutti i motivi per sperimentare a fondo, fino a comprendere bene potenzialità e limiti dello strumento.

Se volete fare esperienza, registratevi su Glasp e sottolineate questo post, sarà divertente per me vedere le frasi che vi saranno parse più significative. Dunque, buone evidenziature con Glasp, e buon lavoro al team. A proposito, l’ho già detto che vorrei fosse abilitato un filtraggio per lingua?


  1. quel che si perde non usando Pocket (o simili) è una copia indipendente del contenuto testuale della pagina, utile nel caso venga rimossa dal sito originario. Ma qui non tratto di questo ↩︎

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  1. Thank you, Marco, for writing about Glasp! We really appreciate it 🙂

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