Questo qui sotto è appena un modellino della sonda Mariner-C che sembra galleggiare nell’oscurità dello spazio siderale. La foto ci giunge dal lontano 1964, precisamente per la conferenza sulle nuove tecnologie al Glenn Research Center a Cleveland (USA).

Il modellino della Mariner-C (Crediti: NASA)

Siamo dunque all’inizio dei Sessanta, davvero agli albori dell’esplorazione planetaria. Il Mariner-C ed il Mariner-D sono due sonde assolutamente identiche destinate a volare nell’orbita di Marte e riportare a Terra immagini della superficie del pianeta.

Il Mariner-C (anche detto Mariner 3) viene lanciato ad inizio novembre del 1964 ma gli andrà male, difatti la missione termina bruscamente appena due giorni dopo. Miglior sorte subisce il Mariner-D (anche chiamato Mariner 4), che viene lanciato verso la fine del mese per diventare la prima missione assoluto a raggiungere Marte con successo (due anni prima, i sovietici avevano lanciato la Mars 1, purtroppo la missione aveva fallito l’obiettivo e per un problema al sistema di orientamento, la sonda era passata lontanissimo da Marte), come pure la prima missione a fotografare un pianeta dallo spazio.

Una delle prime immagini acquisita dal Mariner 4 del suolo di Marte è questa qui sotto.

Marte “vista” dalla Mariner 4

Ovviamente non c’è paragone su come si poteva vedere Marte nel 1964 e come si può vedere adesso!

Dunque in poco più di mezzo secolo è veramente cambiato tutto. Quello che accadrà in futuro è superiore senz’altro alla nostra immaginazione (la realtà del resto, la supera sempre). Ora che riusciamo a vedere le comete come sono davvero, ora che possiamo assistere alla danza cosmica dei buchi neri, ora che possiamo partecipare con maggiore consapevolezza alle meraviglie di questo universo, ora più che mai dobbiamo renderci conto di tutto questo, e di come impatta la nostra vita ordinaria.

Non ci conviene più lasciare il cosmo fuori dalla porta, senza ascoltare il suo messaggio. Questo messaggio è veicolato dalla scienza, ma da una scienza che sia realmente un metodo per accedere a questa meraviglia.

Un metodo che – è bene ricordarlo con chiarezza – non conosce la verità né pretende di conoscerla. Proprio per questo, un metodo ultraleggero che conviene frequentare e fare proprio, almeno un poco, almeno un minimo. Per l’arricchimento (in termini di stupore e meraviglia) che può portare all’interno delle nostre esistenze.

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