Nel suo tredicesimo giorno di viaggio della missione Artemis I (era il 28 novembre del 2022), la navetta Orion ha raggiunto la sua massima distanza dal pianeta dove era stata pensata, progettata ed assemblata. Più di 430.000 chilometri da Terra, sorpassando così il record di distanza per una oggetto progettato per portare umani a bordo (per la più grande distanza in assoluto di un oggetto costruito dall’uomo, bisogna invece rivolgersi verso la Voyager 1, attualmente alla rispettabile distanza di 24,33 miliardi di chilometri da casa, a tutti gli effetti nello spazio interstellare).

Artemis 1, giorno di volo numero 13: Terra e Luna in bella vista…
Crediti: NASAArtemis I

Il record che Orion ha appena sorpassato è quello della missione Apollo 13, che, come sappiamo, rientrò fortunosamente alla base per un guasto, mancando l’obiettivo di toccare la Luna ma riportando a casa sani e salvi tutti gli astronauti.

Interessante che da questo punto di osservazione si possano ammirare la Terra e la Luna, deliziosamente accostate, da una prospettiva che però falsa le dimensioni relative (la Luna sembra gigantesca, in realtà è molto più piccola del nostro pianeta).

L’abbiamo mai osservata realmente? La cerchiamo nel cielo soprattutto quando è piena, quando è più lucente o quando è la Luna di sangue dipinta, letteralmente, dai giornalisti. Uno sguardo, un pensiero, un canto notturno se vi piace. Poi lei resta lì e al massimo la sua luce accompagna qualche passo nel bosco. Questo è l’ovvio, il banale. Lei ci offre molto di più. Noi possiamo avere in dono molto di più.

Questo è un passaggio che Luca Peyron dedica proprio al nostro satellite naturale, nel suo bel libro Cieli Sereni. Per chi è in zona di Roma, avrò occasione di chiacchierare con Luca lunedì 4 dicembre alle ore 19.30, presso la parrocchia di San Tommaso Moro, in via dei Ramni 40. Nella circostanza, proveremo anche a capire qualcosa di quel molto di più, quella promessa intrigante con cui si chiude la citazione. Vi aspettiamo!

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