111100 candeline?

Così quando arrivano certe ricorrenze, certi compleanni – soprattutto quando la cifra è tonda. Vabbè dipende dal sistema di numerazione, dovrei provare come suona la cifra in altri sistemi di numerazione magari: ecco in esadecimale sarebbe un bel 3C, mentre in binario un più esteso 111100. E non ci posso far niente, ma la cifra in esadecimale mi ricorda subito il quasar 3C 273 ma soprattutto mi ricorda una certa Anita, che insieme al quasar condivide la scena in un fortunato racconto, un racconto che è stato poi stimolo per scriverne altri undici (fino al recente volume La saggezza di uno sguardo).

Quante candeline oggi? Beh, possiamo anche divertirci – per una volta – ad adottare sistemi di numerazione alternativi a quello decimale…

Insomma, arrivato al rispettabile numero di 3C giri attorno al Sole (o a 111100 a seconda di come preferiate), uno un po’ di riflessioni le fa.

La più immediata è guardarmi indietro e scoprire quanta persone mi hanno voluto e mi vogliono bene, ancora e adesso. Certo, quello che non è adesso non conta, non cambia le cose. Me ne rendo conto, più vado avanti: ci vuole un adesso per camminare, per respirare, per esistere. E tantissime persone dovrei ringraziare e spero di farlo – non tanto qui per iscritto, non sto a mettere i crediti come in un film – ma con frasi e respiri e attenzione viva, se appena riesco, quando riesco.

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Auguri Simone!

Auguri auguri mio (non troppo) piccolo Simone, per i tuoi nove anni appena appena compiuti!

The most wilful
The most beautiful
The most truly fantastic smile
I’ve ever seen

Mio piccolo bimbo alla conquista del mondo
(e come mi piace guardare il tuo diventar grande…)

You bring me so much joy
And then you bring me
More joy

(Kate Bush, “Bertie”)

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Quarantaquattro…!

…No,no: non sono i quarantaquattro micietti (sei per sette più due) della canzone dello Zecchino D’Oro di quando ero bambino, ma sono gli anni con i quali mi sono svegliato stamattina!! 😉

E’ buffo, da una parte mi sembra che non siano pochi, dall’altra però c’e’ che non mi sento ancora davvero “adulto”, in un certo senso (ma ci si arriverà mai a sentircisi? E sarà “conveniente”?). Eppure tanta parte di vita e di responsabilità e di cose di lavoro e famiglia, mi passa ormai tra le dita, ogni giorno! Quando ero bambino, riguardavo le persone grandi come una sorta di “roccia”, di entità “compiute”, autonome e autosufficienti: ora sto imparando che uno è qualcosa se si lascia immettere in una rete di relazioni, articolazioni, aiuti e sostegni. La tentazione dell’autosufficienza è continua, ma (a mio avviso) illusoria e forse.. ultimamente triste!

Per il resto, dirò che forse mi sono “accorto” più del giro di boa dei quaranta (potenza delle cifre!), che di questo. Che altro dire? Beh, si continua a diventare grandi. A crescere, a camminare… 😉

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