
I nostri occhi formatisi da milioni di anni di evoluzione ci fanno godere della bellezza di questo paesaggio con tinte arancio-rossastre, i cosiddetti colori caldi.
La stessa evoluzione ci impedisce di vedere le altre forme di lunghezze d’onda che formano la quasi totalità dello spettro elettromagnetico, come ad esempio i raggi X, le microonde, le onde radio o gli ultravioletti e gli infrarossi.
Sul pianeta Terra, noi esseri umani siamo fortunati a poter osservare questi spettacoli naturali che ci regala la nostre stella, il Sole.
Noi sì.
Ma le civiltà extraterrestri?
Un tramonto su un pianeta alieno su una stella molto lontana da noi, con un’evoluzione differente in fatto di chimica e biologia, potrebbe vantarsi di avere dei colori simili? E se per caso stesse troppo lontano dalla loro stella madre e non potesse avere dei tramonti? Non possiamo saperlo con certezza, a parte lo studio delle atmosfere dei pianeti extrasolari e ipotizzare in base ai risultati. E ancora, eventuali abitanti di questi pianeti avranno sviluppato un apparato visivo come il nostro, oppure saranno sensibili anche al resto dello spettro elettromagnetico?
Quando parliamo di alieni, a cui io credo fermamente!, ci poniamo le domande relative alle biofirme (i composti chimici prodotti dalla presenza di vita) o le tecnofirme (il prodotto delle tecnologie, come i segnali radio emessi volontariamente, l’illuminazione artificiale et similia), ma chissà come e cosa potrebbero vedere.
Sul pianeta Terra, un gruppo di ragazzi in un campeggio di montagna guarda il Sole tramontare. Mentre quella lontana palla di fuoco rossa scompare dietro le maestose cime, il giorno lentamente termina e i sogni di quei ragazzi scivolano nel buio della notte che sta per arrivare, insieme con quelli di miliardi di altri esseri umani…
Ringrazio la mia collega Paola Tegner che collabora al canale Qui Universo, per avermi concesso la bellissima fotografia.
![]()




