Assai conosciuta, la foto del telescopio Hubble che mostra le imponenti colonne di gas e polvere, sede di intensa formazione stellare, dentro la Nebulosa Aquila. Vabbè, vista e rivista.

Però ora, è come se quello che siamo abituati a vedere da anni, rivelasse di colpo una profondità nuova. Come vederci meglio, di più. Anche i panorami consueti acquistano un senso nuovo. Come se fosse un nuovo universo, quello che stiamo osservando attraverso gli strumenti del James Webb Telescope. Nuovo ed antichissimo, allo stesso tempo.

I “pilastri della creazione” visti dal JWST  
Crediti: Science – NASAESACSASTScINIRCam
Processing – Joseph DePasquale (STScI), Anton M. Koekemoer (STScI), Alyssa Pagan (STScI)

Almeno, questa è la sensazione che avverto, guardando questa immagine. Voglio dire, hai presente qualcosa di bello, davvero bello, ma che a forza di vederlo e rivederlo ormai ti annoia, non ti dice più nulla, non ti parla?

Invece questa immagine riapre la partita. Dettaglio e profondità strabilianti. Si vedono le stelle appena formate dentro le nubi di gas e polvere. Si vede che c’è una profondità nuova nelle cose.

Difficile fare proprio questo concetto, che ogni cosa, ogni situazione può tornare ad essere sorprendente, anche le più viste, le più percorse con gli occhi o con l’esistenza. Una parte di me dice che è impossibile, una parte di me vorrebbe definirlo lei, da dove possono arrivare le vere sorprese. Limitando così il campo del possibile, in modo molto drastico e totalmente arbitrario.

Meno male che ci sono immagini come questa, che mi riaprono a nuovi orizzonti e a modi di pensiero più larghi e pacificanti. Ne ho bisogno, ne abbiamo tutti moltissimo bisogno. Abbiamo tutti bisogno di una nuova creazione, di un nuovo universo.

Penso che abituarsi intanto a ritenerlo possibile, sia il primo fondamentale passo. Il resto, forse, non dipende nemmeno da noi, e non ci serve preoccuparci troppo.

Accadrà, quando deve accadere.

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