Il giorno 5 giugno 2026 a Frascati, presso il Fondo Librario Giulio Ferroni, Rita Seccareccia ha presentato un interessante percorso, attraverso letteratura e scienza, alla scoperta dell’evoluzione dell’esperienza umana.
L’evento è stato coordinato da Carla Ribichini e dalla sua ex alunna di scuola media Marika Pescosolido. La sala era piena di giovani studenti del Liceo Scientifico Statale Vito Volterra, di Ciampino, sicuramente affascinati e incuriositi da questo insolito titolo: Parlando di Fisica e Poesia.
Nel primo intervento Marika si presenta.
Mi chiamo Marika Pescosolido, studio fisica all’Istituto della Georgia ad Atlanta, Stati Uniti. Da sempre sono stata appassionata alla scrittura, ma lo studio delle materie letterariemi ha spinto a fare altre riflessioni. Nell’a s. 2018, grazie al Progetto La Scuola Visionaria della Prof.ssa Carla Ribichini, la prima lettura di Anita e le Stelle di Marco Castellani,e il dialogo tra ragione e spiritualità, fisica e filosofia, ha permesso un continuo incontro tra discipline, realizzando una sorprendente conversazione tra mondi apparentemente opposti. Durante il primo anno della scuola media e poi fino alla terza media ho cominciato ad inseguire una passione proprio per le materie scientifiche. Posso dire che la letteratura mi ha introdotto alla fisica. Da questo mio interesse per due discipline che percepiscono la realtà con una sensibilità differente, è nata la mia ricerca personale all’unione di fisica e poesia. La conciliazione tra scienza e letteratura non è guidata dalla religiosità, ma da una piena comprensione delle domande che fisica e poesia condividono. Lo dimostrano le parole della stessa Margherita Hack, pubblicamente non credente, che considerava l’astrofisica e la poesia, profondamente connesse, poiché entrambe nascono dalla meraviglia. “Di tutte le scienze, l’astronomia è probabilmente quella che più ha ispirato i grandi poeti. Questo perché il cielo è sotto gli occhi di tutti, e un cielo stellato in una notte buia dà veramente la sensazione dell’infinito.“
Dopo l’introduzione e la presentazione dell’argomento da parte di Marika, Carla Ribichini espone quanto segue: Lo spazio dedicato alla lettura del libro di Marco Castellani, Anita e le Stelle, ha subito suscitato stupore e sorpresa; l’intento era uno solo: annullare la distanza tra terra e cielo.
L’ Universo che era per i ragazzi un luogo lontano, freddo e inospitale si è fatto loro sempre più vicino; hanno cominciato a interiorizzarlo, a sentirsi in connessione con se stessi, si sono resi conto del legame ancestrale che ci lega all’universo; in esso hanno ritrovato uno spazio di quiete e di verità. Sono stati utilizzati gli strumenti dell’arte e della scienza pura, la facoltà razionale e quella interiore emotivo-spirituale, ricordando sempre che Poesia è espressione dello Spirito, esercizio di grande consapevolezza e strumento di crescita evolutiva. Il dialogo che abbiamo creato tra letteratura, filosofia e scienza è stato fondamentale per la loro formazione e per il cammino che sempre intraprendono alla ricerca della verità.
Siamo partiti da una domanda: L’essere umano è una vera esplosione di stelle, è una stella in evoluzione?
In un punto sparso dell’universo ci sono io e le mie possibilità, ogni molecola è unica, capiente di speranza e di saggezza. Voglio incamminarmi, fare un passo avanti e trovare la mia luce. Vari stadi di conoscenza evoluta mi attendono e le stelle aspettano da tempo il mio arrivo.
Marika (all’età di 11 anni)
Tutti i ragazzi hanno imparato a vivere con se stessi e con l’universo, per loro questo cammino è stato un risveglio, una riscoperta di sé e del mondo, si sono sentiti rinascere come individui nuovi.
Fisica e Poesia. Sono veramente due mondi opposti?
La struttura matematica della fisica e la struttura matematica della poesia si somigliano: rigore, disciplina, osservazione, studio del linguaggio dell’universo, esplorazione, passione e ricerca di una vita profonda. Possiamo parlare di unificazione degli opposti e della loro assoluta unicità. Cartesio affermava Cogito ergo sum identificandosi con la propria mente e creando la dualità tra spirito e materia, ma spirito e materia sono due componenti inseparabili della stessa realtà, di cui abbiamo bisogno per capire il senso della vita; la separazione cartesiana tra io e il mondo, tra osservato e osservatore non è più possibile. È necessario imparare a vivere non solo sul piano orizzontale, ma conoscere la verticalità, unire uomo fisico e uomo spirituale. Siamo una parte del Tutto, una parte dell’UNO, e capire che bisogna accorciare le distanze perché siamo veramente figli delle stelle.
La scienza ci racconta che gli atomi erano sparsi nell’universo, poi aggregati per formare il nostro organismo e lo racconta anche Dante nel suo viaggio tra terra e cielo. La realtà ultima non può essere oggetto solo di una conoscenza razionale. Il poeta esplora in profondità la coscienza, il fisico esplora la materia, entrambi scoprono una realtà profonda, al di là di quella visibile e della superficiale apparenza meccanicistica della vita quotidiana. Partono da due punti di osservazione diversa, ma giungono alla stessa conclusione: l’unità di tutti gli eventi e capiscono che per la piena comprensione del mondo le due facoltà dell’essere umano, quella razionale e quel la intuitiva, emotiva, spirituale sono complementari.
La scienza non toglie poesia alla natura, anzi scopre la sua armonia e la sua bellezza; quell’armonia e quella bellezza spesso inaspettate che solo il fisico attento sa scoprire perché va oltre l’aspetto meccanico dell’universo nel quale ha imparato a vedere una vera opera d’arte, proprio come un poeta.

Creare questo dialogo tra scienza e mondo spirituale, tra razionalità e coscienza è saggezza profonda e può aiutarci a diventare realmente ciò che siamo sin dall’inizio. Può aiutarci a ricordare che l’ego ha la sua origine nel sé. Nella confusione e nel disordine di questo nostro mondo l’unione di queste due discipline può portare silenzio profondo, ordine, rinnovato senso della vita e amore per una realtà essenziale che ancora non conosciamo. Albert Einstein credeva che l’immaginazione fosse superiore alla conoscenza razionale, la riteneva la vera spinta del progresso e dell’evoluzione.
Una mente libera di esplorare, una coscienza risvegliata possono davvero creare mondi nuovi, soluzioni e prospettive per una vita nuova, ricca e imprevedibile, dove tutto è connesso. Siamo la parte di un tutto, in comunione con l’universo intero. Esiste una vita fisica, una vita mentale, emozionale e spirituale, un tutto dinamico in continua crescita ed evoluzione.
Lo scienziato e il poeta hanno scoperto che accanto alla dimensione esteriore esiste un dentro, una dimensione interiore, una realtà visibile e una realtà invisibile. Lo ha ricordato Montale quando affermava che per scoprire il miracolo della vita, è necessario essere sempre connessi con l’invisibile. Indagare e conoscere noi stessi e il mondo è una necessità insopprimibile, è come operare una sorta di riconciliazione, entrare in connessione con se stessi e con l’universo. Le vie sono tante, la via dello scienziato, del poeta, del mistico, ma la via dei ragazzi e del loro potere creativo è sicuramente la più affascinante.
Sono una piccola stella, silenziosa e tranquilla, sempre in evoluzione. L’essere umano è chiuso nella parte più buia e triste di sé. Tutti noi siamo stelle e dobbiamo evolverci, uscire da quella profonda oscurità e affrontare la vita nella luce.
Aurora (anni 11)
Le corde dell’universo mi avvolgono e mi trascinano in un insolito viaggio. Vedo sfumature di energia potente che galleggiano sulle onde del mare infinito. Le stanze dell’Universo sono aperte e io che non voglio sprofondare in un buco nero, guardo oltre, ascolto il silenzio delle stelle e della loro pazienza. Trovo la giusta dire zione, mantengo le promesse e cresco.
marika (anni 11)
Ogni volta che appoggio la testa sul cuscino, in quell’istante prima di addormentarmi, vedo la mia immagine rifratta che si tramuta prima in acqua, poi in aria e quell’aria arriva in un lontano universo. Osservo il mondo e mi sento libera: sono un piccolo anello di una grande catena, un piccolo strumento di un’infinita orchestra e di un’infinita armonia.
monica (anni 11)
Prometto di trasformare il male delle persone in amore di piantare il seme della conoscenza, di lasciar giocare la mente con le stelle, e di correre con le comete.
tiziano (anni 11)
Tiziano è stato uno di quegli alunni che un docente non dimenticherà mai, aveva ricevuto tanto male e sapeva gratuitamente restituirlo. Le parole appassionate e sincere dei ragazzi raccontano che la Poesia è scienza dello Spirito e che esiste una scienza di Luce che sa rimuovere vecchi schemi e aprirsi al trascendente.
Concludo con le parole di Einstein: La più bella sensazione è il lato misterioso della vita. La verità può essere ricercata con gli strumenti e i metodi dell’arte. Chi non è in grado di provare stupore e sorpresa è, per così dire, morto. L’emozione più profonda si trova nella culla dell’arte e della scienza.
Donare un senso di potenzialità e di speranza, comunicare che siamo parte di un insieme infinito, intimamente collegati con il Tutto, significa educare in termini di responsabilità universale e liberare le potenzialità di ognuno per creare esistenze vere.

Spero che i fisici moderni siano in grado, come Marika ha dimostrato, di rendersi conto delle importanti implicazioni filosofiche, culturali e spirituali delle loro teorie e del loro prezioso lavoro.
Contributo ripubblicato, con autorizzazione, da Frascati Poesia Magazine di luglio-agosto 2026. I link nell’articolo sono stati scelti dalla redazione. Immagine di copertina generata con Bing Image Creator.
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