Blog di Marco Castellani

Giorno: 4 Settembre 2009

LRO fotografa il sito di atterraggio dell’Apollo 12

Quattro anni dopo il successo della missione Apollo 11, la NASA varò la numero 12 delle missioni Apollo: era il lontano  12 novembre 1969. Esattamente 40 anni più tardi, il Lunar Reconnaissance Orbiter ha individuato e fotografato il sito di atterraggio.

Ragioni di sicurezza avevano dettato, per questa tra le primissime missioni lunari con uomini a bordo, un sito di atterraggio in posizione equatoriale, su una distesa di lava sufficientemente piatta: la scelta cadde allora su un sito prossimo a dove la sonda Surveyor 3, senza uomini a bordo, era atterrata due anni prima, nella parte ovest dell’ “Oceanus Procellarum”. Inoltre si sarebbe potuto prelevare delle parti della sonda ormai inattiva (per la precisione, fu attiva dal 20 aprile al 3 maggio del 1967) per portarla all’attenzione degli ingegneri delle missioni lunari, cosa che effettivamente venne fatta dagli astronauti.

Le immagini dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter mostrano il luogo di atterraggio dell’Apollo 12. Sono anche visibili, nella stessa area, i siti di atterraggio delle sonde Intrepid lunar module descent stage, experiment package (ALSEP) e del Surveyor 3. Le impronte degli astronauti sono indicate con delle freccie bianche. L’immagine nel complesso è larga poco più di 800 metri.

Crediti: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University

Sappiamo bene che la missione fu un successo e si svolse senza problemi. In tutto, l’Apollo 12 riportò più di 32 kg di campioni lunari. Da questi preziosi campioni gli scienziati impararono che il cratere da impatto “Copernico” si fornò circa 810 milionidi anni fa; inoltre furono trovati ben quattro tipi differenti di basalto, di età molto diverse di quelle trovate dall’Apollo 11; altri campioni di roccia fecero comprendere ai ricercatori qualcosa della notevole complessità del suolo lunare, destinato ad essere ancora studiato nelle successive missioni Apollo.

Davvero, la missione fu – da tutti i punti di vista –  un successo incredibile…

NASA LRO Press Release

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La riga di comando, tanto antica quanto… utile!

Mi sono imbattuto in un interessante articolo su Datamation, che porta a ragionare sul rapporto tra linea di comando (quella cosa un pò fuori tendenza, con il prompt del terminale che aspetta lampeggiando pazientemente) e le interfaccie grafiche (caratteristica essenziale di tutti i moderni sistemi operativi).

Condivido il punto dell’articolista: benchè le interfaccie grafiche siano utili soprattutto ai “non troppo esperti”, poichè indirizzano ad un congruo sottoinsieme di applicazioni in maniera veloce ed intuitiva (anche se chiaramente le possibilità della linea di comando – sapendone trarre beneficio – saranno sempre decisamente superiori), non possiamo tuttavia scordare che ogni sistema linux – rispetto a Windows e Mac OS – è molto più chiaramente legato alla linea di comando, anzi vi è praticamente costruito sopra (o intorno): l’utente linux ben presto si trova a scoprire che un sacco di roba si può svolgere più rapidamente proprio a linea di comando; ed ancora, nel caso di guai, si può ricorrere propri a tale “antico” tool.


Una sessione bash su Gentoo Linux
Crediti : Wikipedia

Certo la curva di apprendimento per un buon uso della command line è piuttosto ripida. Tuttavia non è difficile ritrovare su Google magari un comando con le opzioni giuste, in caso di bisogno, ed allora basta un copia e incolla e.. il gioco è fatto! Molto meglio una stringa di testo che “apri la quarta finestra, clicca e selezione la quinta opzione, leva il segno di spunta alla finestrina che si apre… etc..”, almeno a parer mio!

L’articolista ragione sul fatto che probabilmente qualcosa nella “rincorsa ai desktop Windows e Mac OS” (due sistemi molto meno legati alla riga di comando) è sbagliata, e conviene riposare di più sulla specificità di linux (specificità che a me non dispiace per nulla, tra l’altro). Mi pare un punto di vista – si sarà capito – davvero condivisibile ! 🙂


With this close connection, learning about the command line makes more sense in GNU/Linux than in many operating systems. You do not need to be full of command line macho, believing that the only real computing goes on at a command prompt, to appreciate the connection. While the command line is in many ways the opposite of the desktop, in that it is thorough and encourages the gaining of expertise, the two interfaces are complementary. For simple, routine tasks, the desktop is often preferable, especially if you are viewing graphics. If you want to administer your system or fine-tune performance, then the command line is the interface you need.



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